EICMA 2025: il Salone del sorpasso cinese? Forse non proprio, ma quasi

William Toscani
Pubblicato il 10 novembre 2025, 12:11 (Aggiornato il 10 novembre 2025, 17:00)
Il panorama motociclistico mondiale sta vivendo una trasformazione epocale. A EICMA 2025 non sono stati i marchi storici europei o giapponesi a dominare la scena, bensì il ruggito deciso delle Case cinesi, ormai protagoniste a pieno titolo.
Certo - si dirà - dopo la grande abbuffata del 2024 con tante novità arrivate in nome soprattutto della EURO 5+ ci si poteva aspettare un salone più "rilassato" per le Case. Ed è anche giusto che sia così.
Ma passeggiando tra i vari stand quello che si nota oggi, con ancora più convinzione di ieri, è come ormai i nuovi players cinesi (ma occhio anche alla case indiane come TVS e Hero) non si limitano più a produrre mezzi economici o "accrocchi" per il commuting urbano: oggi puntano dritto al cuore della passione, presentando nuovi modelli, sempre più tecnologicamente avanzati e dal design sempre più raffinato, mantenendo però un vantaggio competitivo sul prezzo.
Acquistare una moto cinese, anche per molti giovani motociclisti, è la via per accedere a prestazioni di livello senza dover spendere cifre da top di gamma. Le nuove generazioni apprezzano il mix di estetica aggressiva, dotazioni moderne e accessibilità economica.
La GUERRA PARTE DAI PREZZI
Prezzi competitivi pur offrendo prodotti sempre più vicini a quelli occidentali?
Il segreto è in una combinazione di fattori: la forza finanziaria dello Stato, che sostiene in modo massiccio le industrie locali, e una manodopera ampia e a basso costo, favorita da un controllo centrale che mantiene basso il costo della vita; senza dimenticare i grandi numeri del mercato interno. Un modello economico difficile da replicare, ma che consente ai marchi cinesi di agire con rapidità e risorse notevoli.
LE NOVITà PRONTE AL DEBUTTO, SU STRADA E IN PISTA
QJ Motor
QJ Motor, per esempio, ha portato novità come la SRT800X, maxi enduro da 99 CV, la SRT450RX, sorella minore da 48 CV, promette di conquistare il pubblico europeo con un prezzo vociferato sotto i 6.000 euro. Non mancano poi la SRT500CX, dedicata ai rally raid.
CFMOTO
CFMOTO ha stupito tutti con quella definita da molti come la regina (insieme all'altro concept, la naked sovralimentata Honda V3 E-Compressor) del Salone: la SR-RR V4 Prototype (opera di Modena40) dalle linee estreme, dotata di alette mobili e un pacchetto tecnico che testimonia l’evoluzione del marchio verso motori complessi e prestazionali e che guarda diretta al mondiale SBK. Accanto a lei, la 1000MT-X, equipaggiata con un bicilindrico di derivazione KTM, esempio della collaborazione cino-europea: tanta elettronica, grande equilibrio ciclistico e un design maturo.
Morbidelli e ZXMoto
Interessanti, e molto, sono stati i marchi Morbidelli e ZXMoto. La prima, nome e storia passata italiana, e oggi marchio satellite del gruppo QJ, ha presentato la cruiser 652V e la enduro T502XR, modelli ben costruiti e concreti. ZXMoto, invece, rappresenta la sorpresa più affascinante: nata dal progetto di Zhang Xue, ex "mister Kove", oggi propone una gamma completa che spazia dalla naked alla sportiva 820RR (che nel 2026 approda ufficialmente nel mondiale Supersport), fino alle moto da rally, dimostrando come la vitalità imprenditoriale cinese non conosca confini.
Conclusione
Molti di questi modelli arriveranno nelle concessionarie, vedremo quando, ma sarà questione dei prossimi mesi, ma il messaggio è già chiaro: il motociclismo sta cambiando. L’Europa e, soprattutto, il Giappone devono trovare una nuova identità - e forse più coraggio - per restare competitivi senza perdere la propria tradizione, perché la sfida è appena cominciata. E questa volta non sarà facile da contenere.
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