Norton, rubavano pezzi dalle moto in garanzia: l'ultimo scandalo

Norton, rubavano pezzi dalle moto in garanzia: l'ultimo scandalo

Truffa per 140mila euro autorizzata dal capo del design Simon Skinner, oggi interdetto. I componenti venivano montati su altri mezzi. Intanto ufficiale la bancarotta per Garner

Redazione - @InMoto_it

Altro giro, altro scandalo per Norton: a fine 2019 si sono consumati veri e propri furti per una truffa a sei zeri, certificata dall’Insolvency Service. La storia recente del Marchio è lontanissima dal glorioso passato, piuttosto passa più dai tribunali che tra i cordoli.

Truffa autorizzata

Tra il settembre e il novembre del 2019, a quanto scoperto, almeno sei moto di clienti con garanzia ancora attiva sono state derubate dei pezzi originali, in modo che questi potessero essere montati su altre moto. Azioni che non dipendevano dall’iniziativa personale di meccanici malintenzionati, ma autorizzate direttamente dall’allora capo del design Simon Skinner: ad oggi, è stato sollevato dall’incarico perché interdetto dal registro pubblico degli amministratori. Il valore della truffa è di circa 144.000 euro.

Sentenza di bancarotta

Intanto da Oltremanica arriva anche la notizia della sentenza per bancarotta per Stuart Garner da parte del tribunale di Birmingham, grazie a una petizione del consiglio comunale di Leicester. Garner lascia a terra i suoi ex dipendenti con un buco di 14 milioni di sterline (più di 16 milioni di euro) che i lavoratori non rivedranno più. Nonostante l’acquisto di Norton da parte del colosso indiano TVS, la strada per la rinascita sembra sempre più dura e notizie come queste non fanno altro che causare ulteriori danni a una credibilità crollata colpo dopo colpo negli ultimi anni.

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