Test Triumph Trident 800: i voti del #SottoEsame

Dalla Casa inglese una naked bella da vedere… e da guidare. Anche il prezzo è quello giusto. Caratteristiche, pregi e difetti, scopriamo con quali voti ha superato il nostro test
Test Triumph Trident 800: i voti del #SottoEsame

Diego D'AndreaDiego D'Andrea

Pubblicato il 3 febbraio 2026, 13:00 (Aggiornato il 3 febbraio 2026, 15:32)

Il mercato delle naked sportiveggianti prossime ai mille centimetri cubi torna ad animarsi e tra le ultime protagoniste del segmento spicca la nuova Triumph Trident 800, modello che sfrutta la base tecnica della recente Tiger Sport 800 reinterpretandola per offrire divertimento tra le curve, senza però eccessi che vadano a limitare il comfort nell’uso quotidiano. Insomma, una nuda “spigliata”, a cui piace la guida allegra, ma versatile e a suo agio anche nel tragitto casa/lavoro

L’abbiamo testata lungo le strade inaspettatamente belle dell’isola di Cipro, dove si guida a sinistra (come si può vedere dalle foto). Di seguito, l’analisi “voce per voce” nel consueto #SottoEsame, con le prime impressioni di guida a caldo e i voti assegnati al design, ai contenuti tecnici, alla resa dinamica e al rapporto qualità/prezzo. Mentre la prova completa, con tanti contenuti esclusivi, la troverete sul prossimo numero in edicola (InMoto 03/2026). 

TRIUMPH TRIDENT 800: DESIGN

Partiamo da una considerazione soggettiva: le linee minimal, le sovrastrutture ridotte all’osso e grafiche fresche e accattivanti rendono - a parere di chi scrive - la sorellina Trident 660 più attraente. In effetti le due moto si assomigliano molto, però è come se la 800, rivolgendosi a un pubblico diverso, più adulto, conceda troppo alla causa della “maturità”, con colorazioni meno effervescenti e volumi più accentuati che appesantiscono l’impatto visivo. Una moto brutta, quindi? Tutt’altro… se la 660 è un 8.5, lei è solo un pelino più in basso. Su entrambe, il portatarga “side-arm” a filo-ruota è una soluzione un po’ demodé che forse andrebbe rivista; più da cruiser che da sport-naked. VOTO: 8 

 

TRIUMPH TRIDENT 800: CONTENUTI TECNICI E DOTAZIONE

Il motore è il tonico 3 cilindri di 798 cc, già apprezzato sulla Tiger Sport. La potenza dichiarata è di 115 CV a 10.750 giri/min con un picco di coppia di 85 Nm a 8.500 giri/min. Il telaio è tubolare in acciaio mentre le sospensioni Showa sono pluriregolabili (la forcella in compressione ed estensione, il mono nel precarico e in estensione). I freni, a marchio Triumph, sono costruiti da J.Juan, mentre la dotazione elettronica di serie risulta piuttosto completa per il segmento: tre modalità di guida (Sport, Road e Rain), ABS e controllo di trazione cornering, cambio quick shifter, cruise control e dulcis in fundo la connettività con lo smartphone. La strumentazione sfrutta uno schermo TFT a colori di 3,5”. VOTO: 8 

TRIUMPH TRIDENT 800: ERGONOMIA E COMFORT

Anche per differenziarla dalla più aggressiva Street Triple, la Trident 800 ha un’impostazione generale decisamente meno “appuntita” che le dona una maggiore versatilità. La triangolazione sella/manubrio/pedane è un buon compromesso, che premia il comfort senza però cedere a una posizione di guida troppo “seduta”; insomma, si percepisce la vocazione sportiva del mezzo ma non si forza la mano con un’ergonomia troppo spinta o proiettata sull’avantreno: il manubrio, posizionato alla giusta distanza, porta a distendere naturalmente le braccia e a far piegare il busto leggermente in avanti, quanto basta per garantire un ottimo feeling di guida con la ruota davanti. Le ginocchia sono piegate il giusto, peccato solo per le pedane davvero troppo vicine a quelle del passeggero, che possono essere toccate facilmente col tacco dello stivale. Ma d’altronde, i viaggi in coppia non sono il focus di questa Trident, vista anche la sella posteriore non proprio da gran turismo.

Da segnalare, per i più alti, anche gli spigoli creati dalla particolare forma del serbatoio che potrebbero “interferire” con le ginocchia durante la guida. Qualche vibrazione, invece, si fa sentire agli alti regimi sul manubrio, ma nulla di particolarmente rilevante. La strumentazione, infine, nonostante sia un po’ piccola, è leggibile e facile da consultare con un colpo d’occhio. Peccato solo che non venga indicata la modalità di guida selezionata: se avete dimenticato quale state usando, sarete obbligati a verificarlo attraverso l’apposito tasto di selezione sul blocchetto sinistro. In conclusione, nonostante qualche piccolo neo il giudizio in questa sezione si conferma comunque buono: durante i circa 170 Km di test, il comfort percepito e la gestione generale della moto sono stati sempre apprezzabili. VOTO: 8 

TRIUMPH TRIDENT 800: RESA DINAMICA

Parola d’ordine: equilibrio. Una ricetta non sempre facile da ottenere ma che ad Hinckley sembrano aver centrato in pieno. La Trident 800 è divertente, facile, sempre prevedibile nelle reazioni, grazie a una ciclistica che non presta il fianco a particolari critiche; anche sotto stress, su un bel percorso guidato, freni e sospensioni mostrano una resa coerente. Quest'ultime, però, nel setting di base (ricordiamo che possono essere regolate) appaiono un filo sfrenate nella prima parte di escursione: il mono in accelerazione tende un po’ a “sedersi”; mentre nelle piccole correzioni col freno davanti, in piena piegala, la forcella mostra un lievissimo beccheggio iniziale nelle pinzatine più "secche", privo però di effetti sostanziali sulla dinamica di guida.

Probabilmente, una scelta precisa: una concessione al comfort di marcia sui tratti con asfalto disomogeneo, dove le sospensioni digeriscono bene imperfezioni del manto stradale e pavé. Nella guida più aggressiva, invece, quando vengono adeguatamente “caricate”, il sostegno non manca. Persino esagerando molto la staccata, la forcella non arriva mai a supplicare pietà. Nel complesso la Trident è agile, sincera e stabile sul veloce (per essere una naked); e il feeling con l’avantreno garantisce una buona precisione anche nel misto stretto. 

Detto questo, però, la vera componente in grado di donare un sapore speziato alla Trident e che potrebbe farla preferire ad altre naked sul mercato, è il cuore d’oro a tre cilindri. Un motore dalla personalità molto spiccata che sa essere elastico e regolare, ma allo stesso tempo nerboruto quando si spalanca il gas. E poi il sound: un ruggito profondo che aumenta di intensità al salire del numero di giri (sempre più una rarità!). L’erogazione è già piena ai bassi regimi, si irrobustisce ai medi, per poi aprire il sipario su un allungo muscolare e privo di incertezze fino al limitatore.

Nel complesso, un piccolo toro da corrida desideroso di “incornare” curve una dopo l’altra… che però, grazie all’elettronica, sa andarsene anche a spasso, trotterellando docile e spigliato in mappa Road. Quest’ultima è priva di effetto on/off, mentre se ne percepisce un po’ (seppur quasi impercettibile) nella più vigorosa modalità Sport. il cambio quickshifter, infine, è apparso preciso ma un po’ troppo contrastato. VOTO: 8 

TRIUMPH TRIDENT 800: RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO

Un pacchetto tecnico completo, una buona qualità percepita, la resa dinamica convincente e il fascino del blasone rendono complessivamente il prezzo di 9.995 euro f.c. (che al netto del marketing, possiamo tradurre in 10.000 euro) piuttosto interessante. VOTO: 8,5

TRIUMPH TRIDENT 800: CONCLUSIONI

Il giudizio, dopo questo “primo assaggio” e in attesa di futuri approfondimenti, è sicuramente buono. Se la Trident 660, recentemente rinnovata (la proveremo a breve), ha saputo catturare l’attenzione di molti appassionati, la sua naturale evoluzione, la Trident 800 sembra avere le carte in regola per fare altrettanto bene. Con il plus di una maggiore concretezza meccanica che la indirizza ad un pubblico più esperto ed esigente, desideroso di un mezzo, sì facile e versatile, ma anche appagante ed emozionale quando si cerca la bella guida.   
VOTO FINALE: 8,1

Comparativa crossover stradali: BMW F 900 XR vs Triumph Tiger Sport 800 vs Yamaha Tracer 9 GT

 

 

 

 

 

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