Honda CB1000 Hornet SP vs Suzuki GSX-S1000 EVO | Alpen Masters 2025 

Honda CB1000 Hornet SP vs Suzuki GSX-S1000 EVO | Alpen Masters 2025 
Le Power Naked di quest'anno sono due giapponesi dalla ricetta classica: motore 4 cilindri in linea, sign un po' "mazinga" e prezzo... invitante 

29.08.2025 12:22

Categoria Power Naked: chi ha vinto?

È stata una lotta serrata, fino all’ultimo punto di pagella, ma alla fine a spuntarla è stata la Suzuki. Se avete letto la comparativa sulla sportività nello scorso numero di InMoto, però, saprete che l’esito è stato opposto.
Come mai?
La risposta è che la differenza, in termini assoluti, non è così grande, e quindi uno scenario diverso, e soprattutto pagelle che danno risalto ad alcuni aspetti piuttosto che ad altri, possono facilmente “ribaltare il risultato”, per usare una ormai celebre citazione.

Sullo scenario alpino, fatto soprattutto di tornanti e ripartenze, alla fine il maggiore vigore del 4 cilindri Suzuki ha fatto la differenza. Leggendo i rilevamenti si potrebbe pensare a due propulsori simili, ma quello della GSX ha tanta schiena proprio dove serve, ai bassi e medi regimi, permettendo di uscire come proiettili fuori da un tornante. Un’erogazione vecchia scuola, fluida ma con una castagna attorno ai 6-7.000 giri da farti ridere come un idiota dentro al casco. Anche perché i rapporti sono piuttosto ravvicinati e questo aumenta la sensazione di accelerazione.

Il 4 cilindri della Hornet, invece, lavora con rapporti più distesi ed esprime il meglio di sé agli alti regimi. Il risultato è che, per tenere il passo della Suzuki, bisogna mantenere il motore sempre in tiro; altrimenti chi è davanti, sulla GSX prende il largo. La spinta giunge dopo, ed è anche consistente (gli oltre 150 CV ci sono tutti) ma spesso è troppo tardi, perché la curva successiva è già arrivata.

Entrambe invece hanno ciclistiche che privilegiano la facilità di guida. Non sono moto rigide, anzi: le sospensioni copiano a dovere ogni asperità (la Suzuki, nella guida arrembante, è perfino troppo sfrenata) generando nel pilota quel famoso feeling difficilmente misurabile, ma che di fatto è l’ingrediente segreto per guidare come vuoi, quando vuoi. Sono moto in generale abbastanza maneggevoli, aiutate dalla posizione eretta del busto (soprattutto Suzuki) e dalle pedane centrali. Non serve sporgersi con mezza chiappa fuori dalla sella, per intenderci, ma basta accennare il movimento del busto per ottenere effetti evidenti sulla dinamica del veicolo.

Nella guida più spinta emerge la maggiore precisione dell’avantreno della Hornet, ma risulta evidente solo in alcune situazioni. Se però cercate la stabilità estrema di moto sportive, con avantreni saldati a terra, nessuna di queste ha quel genere di indole sono moto stradali al 100%, non sono uscite per sbaglio da un autodromo. È evidente soprattutto nelle curve ampie, più che nei tornanti, quando si sta molto tempo in angolo.

Parlando invece di comfort, la Suzuki è leggermente in vantaggio, soprattutto a livello di imbottitura della sella: immaginando un viaggio di più giorni sulle Alpi non è un elemento trascurabile. In entrambi i casi abbiamo un ottimo impianto frenante, con una potenza commisurata alla potenza del motore e con un comando sensibile alle richieste del pilota.

*Per scoprire cosa ne pensiamo noi e leggere le opinioni di InMoto "fuori dai denti" vai a pag. successiva 

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Categoria Power Naked: le pagelle

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