Scooter sharing, la mobilità che conviene: come funziona?

Scooter sharing, la mobilità che conviene: come funziona?

Nelle grandi città e nei capoluoghi di medie dimensioni è una realtà. Basta un’app per trovare il mezzo più vicino e approfittarne in modo rapido e pratico

Nicola Andreetto

Perché acquistare uno scooter se lo possiamo avere a disposizione quando ci serve? La mobilità condivisa è oggi una realtà in molti capoluoghi italiani. Rappresenta un’eccellente soluzione alla mobilità non solo per i residenti ma anche per chi si reca in un’altra città per lavoro o per turismo. Lo scooter sharing consente infatti di noleggiare per un brevissimo periodo il veicolo e di lasciarlo dove ci fa più comodo, così sarà presto a disposizione di un altro utente.

Come funziona

Il meccanismo è molto semplice. Tramite un’applicazione sullo smartphone è possibile localizzare lo scooter più vicino e prenotarlo. Si hanno in genere dieci minuti di tempo per raggiungerlo e sempre tramite la app lo si sblocca e attiva. Nel bauletto si trova il casco che indosseremo con una cuffia protettiva usa e getta. Pagheremo poi soltanto il tempo effettivo di utilizzo con prezzi che a seconda degli operatori e dei veicoli variano dai 0,26 ai 0,40 euro al minuto.

È ovviamente possibile acquistare dei pacchetti di minuti a prezzi vantaggiosi (anche 0,19 euro al minuto) o stipulare convenzioni aziendali e spesso gli operatori offrono dei minuti bonus ai nuovi iscritti. Nessuno ci vieta di utilizzare operatori diversi (a Milano ce ne sono ben 6 con una flotta totale di circa 2.600 scooter per lo più elettrici, a Roma gli operatori sono 3) e il vantaggio è che anche in trasferta troveremo molto probabilmente lo stesso gestore.

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