Sono stati giorni intensi, quelli trascorsi in Nuova Zelanda. Un'avventura che si è consumata in otto tappe con percorrenze medie di 400 km giornalieri, quasi la metà in fuoristrada. Una sfida in termini di fatica, logistica e prove da superare. La tempistica imposta dagli organizzatori è stata serrata, con sveglie mattutine alle 5, smontaggio del campo e tirate in sella di 10-12 ore senza troppe soste. Metà del tempo tra sassi e polvere. E alla sera rimontaggio della tenda e del campo. E qualche ora di sonno, giusto per riprendere le energie per il giorno successivo.

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Una comitiva di 22 team provenienti da 40 Paesi diversi pronti a sfidarsi in prove di abilità, ma anche in grado di ridere e scherzare tutti assieme a cena alla sera. Un melting pot impolverato e spensierato, supportato da una organizzazione efficiente che ha portato oltre 100 persone da un capo all'altro della Nuova Zelanda, da Auckland a Queenstown, dall'isola del nord a quella del sud.

Due mondi distinti, che non sembrano appartenere allo stessa nazione, allo stesso emisfero: morbida e bruciata dal sole la prima, verde e affascinante la seconda. Quasi da favola. Non a caso è stata l'ambientazione del film “Il Signore degli Anelli”. Per noi, che l'abbiamo vista dalla sella di una motocicletta da enduro, un parco giochi dalle mille sfumature, dai mille contrasti.

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