Verrebbe da chiamarlo “lo strano caso della Germania” ma poi, andando a fondo, si capisce che forse tanto strano non è. Sono da poco usciti i numeri del mercato moto di maggio ed è impossibile non notare la desolante differenza tra i dati della Germania e quelli dell’Italia. Da una parte si registra il +23% sulle vendite, dall’altra il -10%. Una differenza abissale, a cui si aggiunge un ulteriore dato rinteressante: sempre a maggio 2020, in Germania, le immatricolazioni auto sono precipitate del 49%.

La ripresa più veloce

Il caso-Germania va naturalmente contestualizzato. Qui le misure di restrizione sono state molto meno rigide che in altri paesi. Non solo, maggio è stato un mese abbastanza regolare e non di graduali e lente riaperture come in Italia. Le concessionarie tedesche hanno aperto le loro porte gli ultimi dieci giorni di aprile, perdendo il 28% (da noi, ad aprile, si è registrato un disastroso -97%). Andando a ritroso, il 2020 era iniziato decisamente bene con un +42% (nel nostro Paese, un misero +7,7%). I segnali di ripresa erano annunciati, ma non con numeri del genere.

Scelte governative differenti

Se la Germania è stata la nazione ad accusare meno il colpo del lockdown, e i numeri del mercato moto ne sono la prova, il motivo va ricercato anche nelle scelte governative fatte per il settore delle due ruote, a differenza di quanto è successo da noi. Durante i mesi di aprile e maggio, vi abbiamo raccontato i numerosi appelli dell’ACNMA al nostro governo: nessun incentivo per moto e scooter, ma solo per monopattini, bici, e-bike e fondi per la costruzione di piste ciclabili. Occhio, non stiamo dicendo che la micromobilità urbana e sostenibile non vada sviluppata, anzi. Le città hanno bisogno di respirare e di tornare a essere vivibili. Ciò non esclude il totale disinteresse dimostrato dal governo per il settore motociclistico, come sottolinea l’ANCMA, definendo il -10% di maggio un “timido e marginale miglioramento” da attribuire, in toto, alle “generose politiche commerciali messe in campo dalle case costruttrici”.

Un settore da salvaguardare

Promozioni, offerte, finanziamenti. I brand del settore stanno facendo il possibile per i loro clienti, capendo il momento difficile e offrendo loro acquisti vantaggiosi. Ma gli sforzi di aziende e appassionati forse non bastano. Il mondo delle moto è legato a tanti altri aspetti della nostra società: l’abbigliamento e gli accessori, lo sport, gli impianti, il mototurismo. Ecco, il mototurismo: in tv, sui giornali, sul web si fa un gran parlare di come l’Italia debba risollevarsi e il turismo è una delle chiavi. Tante persone ogni anno si muovono con la propria due ruote per andare in vacanza. Quanti gruppi di appassionati, ogni fine settimana con la bella stagione, tracciano nuovi itinerari tra regioni? Riflettendoci, è piuttosto semplice capire che ogni aspetto della società è collegato e l’industria motociclistica ha sempre fatto la sua parte, ma nonostante questo spesso è ignorata ed i motociclisti sono poco più del classico pollo da "spennare".

Una catena di montaggio funziona bene quando ogni componente lavora nel modo giusto: se un pezzo si rompe, il resto è perduto.

Moto e scooter, dal Governo nessun incentivo per la Fase 2