Prima del trionfo mondiale di Joan Mir, erano vent'anni esatti che in casa Suzuki non si festeggiava un titolo mondiale in MotoGP. L'ultimo hurrà era arrivato infatti nel 2000, quando Kenny Roberts Jr. divenne il primo figlio d'arte a laurearsi campione del mondo con il padre ancora in vita. Al pilota americano è dedicata la nuova GSX R-1000R Legend Edition: sette GSX speciali per sette livree speciali, ognuna dedicata ai 7 campioni del mondo Suzuki nel motomondiale.

IL TRIONFO DI KENNY NEL SEGNO DI PAPÀ

Da Barry Sheene a Franco Uncini, passando per "Cavallo Pazzo" Lucchinelli a Kevin Schwantz, Hamamatsu rende adesso omaggio al mondiale 2000 e al suo vincitore. Kenny, figlio di Kenny Roberts senior, primo americano a vincere il mondiale nella classe regina (1978), disputò quel mondiale con la voglia di rifarsi del 2° posto finale del 1999 alle spalle della Honda di Crivillé. É l'anno del debutto nella classe regina di Valentino Rossi, fresco vincitore del titolo 250. Proprio la Honda Nastro Azzurro del giovanissimo di Tavullia si rivelerà il rivale principale di Roberts per la vittoria finale.

In sella alla sua RGV, Kenny junior vince a Sepang, Jerez, Montmeló, senza dimenticare Motegi, ma già in Giappone si era laureato campione del mondo: gli bastò infatti classificarsi 6° in Brasile, nonostante avesse corso con problemi al telaio. A Rio vinse Valentino, che bissò il suo primo successo di sempre in 500, a Donington, GP di Gran Bretagna, dopo un bel duello proprio contro la Suzuki di Roberts: aveva i capelli biondo platino - sempre meglio del discutibile argentato del francese Laconi (Red Bull Yamaha) - e vestiva il giallo Honda, ma, mettiamola così, avrebbe avuto tempo per rifarsi.

BLU INDIMENTICABILE

Mentre papà Kenny aveva ottenuto il tris mondiale 1978-'79-'80 in sella alla Yamaha giallonera, la Suzuki di Kenny Jr. spiccava per il blu e il giallo a scacchi proveniente dallo sponsor Telefonica. Una livrea semplice e d'impatto, disegnata dall'italiano Marco Ruschetti. I cerchi bianchi e le scritte sui fianchi della carena completavano il quadro, assieme al numero 2 posto sopra il faro anteriore e sui lati del codino.