Mercato moto 2025: i numeri spiegano la svolta degli scooter

Antonio Vitillo
Pubblicato il 7 gennaio 2026, 15:18 (Aggiornato il 9 gen 2026 alle 11:08)
Il mercato italiano delle due ruote a motore endotermico chiude il 2025 con 345.287 immatricolazioni, in calo del 7,52% rispetto al 2024. Un risultato che sintetizza dinamiche profondamente diverse tra scooter e moto: i primi crescono e consolidano il proprio ruolo, le seconde arretrano. Su un totale di 197.043 scooter (+5,57%) e 134.480 moto (–19,22%), il baricentro del mercato si sposta in modo netto verso la mobilità quotidiana, lasciando alla passione una parte sempre più marginale. “Sul 2025 – spiega il presidente di ANCMA, Mariano Roman – hanno inciso in modo significativo gli effetti del surplus di immatricolazioni di fine serie registrato a fine 2024, legato all’entrata in vigore dello standard Euro 5+”.
Top 20 modelli: lo scooter domina senza rivali
L’analisi dei 20 modelli più venduti del 2025 è emblematica: 19 sono scooter, uno solo è una moto. In testa si conferma il Honda SH 125 con 19.294 unità, seguito da SH 350 e SH 150, complessivamente 21.327 immatricolati, a testimonianza di una gamma che continua a essere la vera spina dorsale del mercato italiano. Dello stesso Marchio, segue l’X-ADV 750, con 7.737 veicoli, poi i 7.712 del Piaggio Liberty 125.
In generale, ad emergere sono i ruota alta (Liberty, Medley, Beverly), i maxi scooter, oltre l’X-ADV, il TMAX e l’XMAX di Yamaha, e una crescente presenza di marchi asiatici come Kymco, Sym, Voge e Zontes, capaci di intercettare una domanda sempre più attenta al prezzo.

L’unica moto in classifica è una maxi adventure
L’eccezione nella Top 20 è la BMW R 1300 GS, tredicesima, che con 3.977 immatricolazioni rappresenta non solo l’unica moto presente, ma fa riflettere che si tratti di un modello premium, iconico e trasversale, non esattamente economico. Dato che forse rafforza una tendenza ormai evidente: il mercato moto si regge su pochi modelli simbolo, mentre il resto della gamma fatica a raggiungere volumi significativi.
Moto in calo: non solo effetto Euro 5+
Se il peso delle immatricolazioni di fine serie Euro 5+ nel 2024 è innegabile, la flessione di quasi il 20% delle moto nel 2025 suggerisce tuttavia una riflessione più ampia. Prezzi elevati, costi di gestione, normative sempre più stringenti e un utilizzo prevalentemente “ricreativo” rendono la moto una scelta meno immediata rispetto allo scooter.
Un mercato sempre più razionale
Il 2025 fotografa un’Italia che sceglie le due ruote soprattutto per spostarsi, non più per sentirsi parte di un mondo particolare. Lo scooter risponde a esigenze concrete, la moto resta desiderio e identità. Anche le due ruote elettriche confermano questo schema: con 8.561 immatricolazioni e una flessione del 15,82%, il mercato elettrico appare ancora un’idea di mobilità piuttosto che una possibilità concreta, scelta degli utenti che è frenata da prezzi di acquisto, autonomia e infrastrutture. Finché queste dinamiche non cambieranno, la forbice tra scooter e moto, così come tra termico ed elettrico, è destinata a rimanere aperta.

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