Le Harley-Davidson non sono più le moto preferite dagli americani
Alessandro Vai
Pubblicato il 12 dicembre 2025, 10:18
Gli americani amano ancora le Harley-Davidson?
Probabilmente si, ma forse un po' meno di prima, visto che la Casa di Milwaukee ha perduto il primo posto nella classifica dei costruttori del mercato americano. Né cinesi, né europei, né americani, i due brand di motociclette più venduti negli Stati Uniti sono giapponesi: prima Kawasaki e seconda Honda, seguita proprio da Harley-Davidson che completa il podio. In tutto ciò bisogna considerare che il mercato motociclistico americano è in recessione, visto che le immatricolazioni nei primi nove mesi del 2025 sono calate del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, per un totale di 401.635 moto.
In questa situazione di mercato negativa, Kawasaki ha saputo invertire la tendenza generale, evidentemente portando nei dealer i giusti prodotti al giusto prezzo. Il risultato di tutto questo è stato che la Casa di Akashi ha mostrato una crescita così significativa nel 2025 (+14,2%) da averle permesso di diventare il marchio preferito dai motociclisti americani nei primi nove mesi dell'anno. Per quanto riguarda Honda, invece, l'aver mantenuto il secondo posto non permette comunque di dormire sonni tranquilli, perché da gennaio a settembre 2025 le vendite sono calate dell'8%, quindi un pochino di più della media del mercato.

LA CRISI DI HARLEY-DAVIDSON
Tuttavia, la situazione di Harley-Davidson è ancora più preoccupante, perché il suo calo è stato quasi triplo rispetto a quello del mercato e ha raggiunto il 15,9%. Sicuramente l'avere un prezzo medio della gamma piuttosto alto non è stato d'aiuto in un periodo che ha visto i consumi degli americani contrarsi, per via della politica economica di Trump e dei dazi. Ma non bisogna dimenticare che negli ultimi anni Harley-Davidson ha rinunciato a presidiare i segmenti più bassi del mercato. Oggi solamente la versione base della Nightster costa meno di 10.000 dollari (9.999 dollari, per la precisione), forse è ora di tornare ad occuparsi anche dei motociclisti più giovani e con meno soldi in tasca.

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