Mentre sale l’attesa per i due modelli Bimota Tesi H2 e KB4, il designer Maxime Lefebvre e un gruppo di collaboratori hanno realizzato un concept che ci proietta nella guida del futuro. La moto in questione è stata chiamata Bimota Track Bike e si basa sull’idea di rivoluzionare il modo di guidare: l’obiettivo del team, infatti, è creare un veicolo dove pilota e macchina diventino una cosa sola.

Esemplare futuristico

Nella moto tradizionale il pilota e la due ruote sono due entità separate: questo concetto è stato totalmente capovolto, inserendo nella realizzazione della Bimota Track Bike una tuta per il motociclista che permette a chi guida di mantenere una posizione costante. La parte superiore della tuta, oltre a proteggere il pilota, è anche dotata dei vari componenti del manubrio. La parte inferiore, invece, si collega direttamente al corpo della moto, sul faro posteriore. In questo modo, pilota e due ruote diventano un tutt’uno, un’unica macchina.

La struttura della moto

Il punto più alto della moto è la sua parte posteriore, con la "sella" e il faro rosso, come si può vedere dalle immagini, a cui si collega la tuta. Il pilota, quindi, assume una posizione sbilanciata in avanti ma, come spiegavamo poco sopra, c’è la parte superiore della tuta a tenerlo agganciato al manubrio e ai relativi comandi. La ruota posteriore è sostenuta da un braccio oscillante laterale.

Difficile spiegare la struttura di questo concept futuristico e fuori da ogni immaginazione, paragonabile a una sorta di forbice gigante. E lo è ancora di più fare ipotesi sul motore: notando il massiccio cavo powerline, viene ovvio da pensare che sia una moto elettrica.

Considerazioni

Mancano molti elementi per poter dare un giudizio completo (o abbastanza completo) sulla Bimota Track Bike, ma un domanda sorge spontanea: in caso di incidente? Il pilota e la moto sono collegati dalla tuta, quindi viene da pensare che, qualora ci fosse un urto, il motociclista sarebbe impossibilitato a liberarsi dalla tutta che lo rende tutt’uno con la due ruote. Uno dei tanti dubbi che Maxime Lefebvre dovrà sciogliere, prima o poi…

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