Le moto e la frontiera dell'idrogeno: studi e progetti verso la carbon neutrality

Le moto e la frontiera dell'idrogeno: studi e progetti verso la carbon neutrality

Alcuni colossi giapponesi, auto e moto (con Kawasaki in prima fila), al lavoro per lo sviluppo su larga scala di macchinari di liquefazione per la produzione in massa dell’elemento

Redazione - @InMoto_it

Nel mondo dei motori, mentre crescono i modelli ibridi ed elettrici e le aziende fissano scadenze per raggiungere la propria transizione ecologica, si guarda anche a nuove forme di energia andando verso la neutralità di emissioni di CO2. Se questi sono gli obiettivi, va specificato che c’è ancora molto da fare in merito, ma qualcosa si sta muovendo a partire dall’alleanza stretta tra Kawasaki, Yamaha, Toyota, Subaru e Mazda. Una collaborazione messa in piedi per raggiungere la carbon neutrality e che sta lavorando per studiare l’uso dell’idrogeno nei motori a combustione interna, non solo per le quattro ruote ma anche per le moto. Ma c’è di più. Kawasaki ha annunciato che ha dato inizio al progetto di sviluppo, su larga scala, dei macchinari di liquefazione dell’idrogeno.

Gli obiettivi

Oltre agli obiettivi sul rendere la propria produzione a due ruote completamente elettrica entro il 2035 (già quest’anno dovrebbero debuttare tre modelli 100% green), come dichiarato dal presidente del marchio Hiroshi Ito, Kawasaki porta avanti la neutralità delle emissioni anche su altri fronti. Tutti sanno che la parte dell’azienda relativa alle moto è solo una piccola percentuale del grande colosso Kawasaki Heavy Industries, la cui attività si basa principalmente sui mezzi pesanti e dove l’elettrificazione potrà fare ben poco. Per questo motivo, l’azienda si impegna per sviluppare soluzioni alternative laddove sia possibile.

Tornando all’idrogeno, è di inizio estate 2021 la notizia dell’assegnazione alla Japan Hydrogen Energy Co (branca di Kawasaki) della messa in pratica di un progetto dimostrativo della catena di approvvigionamento di idrogeno liquefatto, commissionato dai alcuni ministeri giapponesi.

Il traguardo finale è chiaramente quello della carbon neutrality, ma l’ostacolo grande riguarda il prezzo: per raggiungere il risultato al momento sono stati fissati due prezzi al fornitore, ovvero circa 23 centesimi di euro al metro entro il 2030 e 20 centesimi, questo l’obiettivo, entro il 2050. E qual è il ruolo di Kawasaki? Secondo quando emerso dalle ricerche sull’idrogeno, il suo prezzo alto è dovuto soprattutto dal sistema di liquefazione ed è su questo che l’azienda deve lavorare col suo progetto dimostrativo, per abbattere i costi: da una parte aumentare la scala di produzione e dall’altra rendere più efficiente il processo di liquefazione. Per farlo è necessario anche adottare l'idrogeno come carburante a emissioni zero per motori a scoppio, un aspetto - guarda caso - a cui Kawasaki sta già lavorando e di cui già si era parlato la scorsa estate. Si tratta chiaramente di un prototipo, pensato per le due ruote, ma che potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza per uno scopo molto più grande.

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