Aura di leggenda. Era il 1998 quando, dalla matita di Pierre Terblanche - all'epoca designer Ducati ed autore di progetti come la sportiva 999 - venne fuori la MH900e che fece bella mostra di sé al salone di Monaco. Dalla prima presentazione del concept alla produzione in serie passarono poco più di due anni. Nei primi mesi del 2001 ecco sbucare nel catalogo Ducati una fascinosa realizzazione nata per rendere omaggio a Mike Hailwood (MH dalle iniziali del nome) ed alla sua impresa del 2 giugno 1978 quando, in sella ad una SS900 preparata dal Team NCR, trionfò al Tourist Trophy.

DUCATI MH900e: TUTTI COME MIKE

Ducati MH900en onore di quel trionfo ecco nascere la MH900e. Moto che univa sapientemente tradizione e futuro con quelle sue linee che ripercorrevano i tratti della SS900 ma reinterpretate in chiave moderna. Il telaio era una struttra a traliccio derivante dalla serie Supersport degli anni '90, abbinato ad un forcellone anche esso realizzato con il medesimo schema in tubi di acciaio, e che reggeva un motore bicilindrico reffreddato ad aria da 75 CV per una coppia massima di 7,7 Kgm a 6.250 giri/min. Non valori di spicco, ma le doti della MH900e andavano bel oltre il mero discorso delle prestazioni. Era un progetto raffinato, una 'instant classic' prodotta in serie limitata di 2000 esemplari (tutti esauriti in poco tempo) ad un prezzo di 15.000 euro. Un progetto che chissà, oggi con le case che sempre più spesso puntano a far rivivere concetti passati, avrebbe le sue belle carte da giocare.

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