Benelli, Morini, QJ, CFMOTO e Kove: i pro e contro delle moto cinesi

All’iniziale diffidenza verso i prodotti cinesi si vanno via via sostituendo numeri di vendita sempre più importanti. I prezzi bassi non sono sempre sinonimo di scarsa qualità

Andrea Toumaniantz Andrea Toumaniantz

Pubblicato il 19 settembre 2024, 13:59 (Aggiornato il 20 set 2024 alle 12:21)

Benelli: pro e contro

Benelli TRK 502 e 702 sono esempi lampanti di un’ottima strategia nella gestione di un marchio famosissimo, quasi totalmente estirpato dalla sede storica di Pesaro per migrare in Cina. Quasi totalmente, perchè in maniera furba sono stati lasciati lì dov’erano il reparto R&D e quello di design.

La TRK 502 ha riscosso un successo inimmaginabile, se confrontato con le reali capacità della moto. Oltre al prezzo imbattibile, il suo punto di forza è stato un aspetto appagante, da grande crossover, che ha messo in secondo piano le scarse dotazioni e prestazioni. Segno, questo, che in certi casi il prezzo conta molto più di tutto il resto. Certamente una moto onesta, che, sinceramente, non ci ha mai lasciati soddisfatti.

Poi, lo scorso anno, è arrivata la sua naturale evoluzione, la TRK 702, altro modello pensato bene da Benelli, perchè con un motore dotato di maggiore personalità e con un look più moderno e accattivante, ha rubato lo scettro alla sorella minore, ponendosi in testa alla classifica vendite. Questo modello denota un deciso passo in avanti del marchio, grazie alla capacità di dare qualcosa in più rispetto alla bassa fascia di prezzo in cui si pone. Se tanto ci dà tanto, siamo curiosi di scoprire cosa Benelli ha in serbo per il futuro, visto che una parte di orgoglio italiano vive ancora in lei.

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