Quello delle sospensioni è un mestieraccio. Trovare il giusto assetto in base alle esigenze è una questione molto complicata, che negli anni ha impegnato le menti dei tecnici più brillanti. Partiamo dalle basi: una sospensione ha il compito di assicurare il maggior contatto possibile tra gomma e asfalto, in qualunque condizione. È composta da un elemento elastico (la molla) che sostiene la moto e da un elemento viscoso (l’ammortizzatore) che smorza l’energia assorbita dalla molla. Questi due elementi lavorano simultaneamente: quando la molla si comprime, o si estende, l’olio frena la sua corsa.

COPERTA CORTA

Una molla rigida garantisce un assetto piatto (quindi molta trazione) ma al tempo stesso è incapace di copiare le asperità stradali. Un bel problema, soprattutto se parliamo di sospensioni che affrontano situazioni diverse, come quelle montate su moto turistiche. Per allungare la coperta (sospensioni sostenute ma non rigide), i tecnici negli anni hanno quasi sempre lavorato sulla parte viscosa (come nel caso delle sospensioni semi-attive) perché con la molla si può fare poco; un tentativo è stato fatto con le molle progressive, che aumentano la loro rigidezza all’aumentare del carico.