Test BMW R 18 B: i voti del #SottoEsame

Test BMW R 18 B: i voti del #SottoEsame#sottoesame

Classica, affascinante, esagerata in tutto. Abbiamo provato la versione bagger della “big boxer custom" bavarese. Pregi, difetti, piacere di guida e prezzo. Avrà meritato la lode?

Chiunque, persino un intutato race replica che gravita in un una galassia motociclistica lontana lontana, sogna, prima o poi, di cavalcarne una. Anche solo... per vedere di nascosto l’effetto che fa.
È innegabile, mezzi come la nuova BMW R 18 B sfuggono ai canoni della razionalità, per andare a solleticare direttamente le corde dell’immaginazione. Quattrocento chili di pura suggestione bagger (per l’esattezza, 398 in ordine di marcia), capaci di trasformare una semplice passeggiata in moto, in un pomeriggio da rockstar; forse per le casse Marshall che pompano di brutto, oppure per la sensazione di raggiungere ogni luogo su un mezzo fuori dal comune. E una volta lì, via il casco, chitarra in braccio, e dritti sul palco.
Di seguito, l’analisi “voce per voce” nel nostro consueto #SottoEsame, con le impressioni di guida e i voti assegnati al design, ai contenuti tecnici, alla resa dinamica e al rapporto qualità/prezzo. Ma si tratta solo di un succulento antipasto. Sul prossimo numero di In Moto in edicola troverete il test approfondito insieme a tanti contenuti extra da non perdere. 

Test BMW R 18 B LA GALLERY

Test BMW R 18 B LA GALLERY

Classica, affascinante, esagerata in tutto. Abbiamo provato la versione bagger della “big boxer custom" bavarese sulle belle strade che si infilano nei boschi nei dintorni di Francoforte

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BMW R 18 B: DESIGN

Non si tratta di una semplice questione di gusto, perché con una bagger così entrano in gioco elementi di giudizio più sottili e inafferrabili. Una valutazione estetica, che trascende le normali categorie del bello e del brutto, per abbracciare le logiche del fascino e dell’unicità. Un magnetismo estremo, che rapisce lo sguardo a partire dai cilindri del super boxer in versione XXL, passando per l’ampia carenatura anteriore e le valigie integrate, a disegnare i contorni di una seducente creatura della notte. E poi i particolari, come l’impianto audio firmato Marshall (chi possiede un amplificatore della Casa inglese, sa quanto sex appeal emanino, prima ancora di ruggire note sotto i colpi del plettro); e le finiture, curatissime. Insomma, poche storie. VOTO: 9

BMW R 18 B: CONTENUTI TECNICI E DOTAZIONI

Il pacchetto è davvero ricco. Non solo per la tantissima elettronica di ultima generazione disponibile sia di serie che in optional (compreso un sofisticato cruise control adattivo di tipo automobilistico), ma soprattutto per un unicum come il bicilindrico boxer raffreddato ad aria/olio da 1.802 cc, 91 cv di potenza massima e una coppia che supera i 150 Nm tra i 2.000 e i 4.000 giri/min. Lo avevamo già conosciuto a bordo della R 18 “normale” (che poi di “normale” ha ben poco), a cui vi rimandiamo per gli aspetti tecnici comuni a questa bagger (la base progettuale è quasi identica). 
A differenziare i due modelli, oltre alle borse integrate, al citato impianto audio, alle quote ciclistiche “dedicate” e a sospensioni (al posteriore) di diversa escursione, c’è la carenatura montata sul manubrio, che ospita il sontuoso quadro strumenti formato da quattro indicatori circolari analogici e da un moderno display TFT da 10,25". Attraverso quest’ultimo, sfruttando i pulsanti dedicati e la classica “rotella” al manubrio made in BMW, è possibile muoversi tra i menù per controllare info, parametri, setting dell’elettronica e - sfruttando anche la connettività con lo smartphone - navigazione, musica, chiamate e tanto altro. Bellissimi i cerchi in lega di alluminio (da 19” all’anteriore e 16” al posteriore). La capacità del serbatoio raggiunge i 24 litri, mentre le luci sono a LED (in optional, anche di tipo cornering). VOTO: 9

BMW R 18 B: ERGONOMIA E COMFORT

Pur non potendo vantare la stessa protettività e opulenza della sorella Transcontinental, questa B nasce comunque per macinare chilometri: posizione di guida comoda, seduta confortevole (la sella è a 720 mm da terra), manubrio ampio e ben distanziato; pedane in posizione centrale alla ricerca della migliore ergonomia possibile. Tutti elementi di una formula, che sulla R 18 B funziona benissimo e mette voglia di viaggiare, almeno finché non si scende sotto i 30 km/h. Se in movimento, infatti, il peso della moto sparisce come d’incanto (e in maniera a dir poco sorprendente), nelle manovre a bassissima velocità, o da fermo, si fa sentire tutto. In questi frangenti, occorrono gambe forti e un livello di attenzione sempre alto. Ancora di più in due, e a pieno carico.
Altro capitolo “bivalente”, sul fronte del giudizio, sono le vibrazioni. Se da un lato, in accelerazione rendono piacevolmente “viva” la belva, dall’altro, intorno ai 4.000 giri, la frequenza si fa un po’ eccessiva, soprattutto in zona sella. In compenso, in sesta marcia, a velocità autostradale, si sta in piena "comfort zone" a ridosso dei 3.000 giri.  VOTO: 7

BMW R 18 B: EFFICACIA DI GUIDA E FATTORE EMOZIONALE

Prima di tutto un applauso a BMW, che dimostra di crederci fino in fondo: Rain a parte, le altre due modalità di guida a disposizione - in perfetta sintonia col mezzo - si chiamano Rock e Roll. E qui, è subito chiaro dove si vuole andare ad apparare. Se la seconda, infatti, fa annusare tutto il potenziale selvaggio che anima “the big boxer”, Rock ne scatena a pieno l’indole teppistica, trasformando questa bagger in un toro-alfa, da afferrare per le corna. La bordata di coppia, unita alla maggiore reattività al comando del gas, è come un colpo di bazooka che fionda in avanti, riducendo a un battito di ciglia la percezione spazio-temporale. Per fortuna, i freni (a dire il vero, più potenti che modulabili, con una prima parte della corsa della leva meno incisiva) si fanno trovare sempre pronti, garantendo decelerazioni decise; fondamentali, quando il ritmo nel misto aumenta e ci si fa prendere un po’ troppo la mano. E a proposito, tra le curve, la R 18 B si muove precisa e agile come proprio non ti aspetti. Le sospensioni lavorano molto bene (un bel mix tra sostegno e comfort), il feeling è elevato, e ritrovarsi ben oltre la soglia tipica di utilizzo di una moto così, è davvero un attimo. Solo le pedane, che arrivano piuttosto in fretta (e piuttosto saggiamente) a grattare l’asfalto, ricordano che tra le gambe si stringono quasi 400 chili di moto. Ma quanto è divertente farle grattare?
VOTO: 8

BMW R 18 B: RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO

Non solo si tratta di una BMW, ma qui si pagano anche l’unicità del progetto e la tanta tecnologia a bordo, ben mimetizzata dal “vestito” classico. La R 18 B è una moto dalla dotazione modernissima, impreziosita da sistemi “upper-premium” di ultima generazione. Ciononostante, il prezzo a partire da 27.200 euro - che può superare facilmente i 30.000, se si desiderano optional come, ad esempio, la retromarcia (1.000 euro) - può rappresentare un disincentivo per tanti. VOTO: 7

BMW R 18 B: CONCLUSIONI

Quello delle bagger è davvero un mondo a parte; non pienamente assimilabile al classico concetto di custom/cruiser (R 18 normale), e ugualmente distante dall’universo Gran Turismo (R 18 Transcontinental). Ed è per questo, forse, che tra i tre modelli nati attorno al big boxer bavarese da 1800cc, è proprio la R 18 B ad affascinare di più.
VOTO FINALE: 8

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