È passato un anno da quando, sotto i riflettori di EICMA, l’incredibile annuncio ha sconvolto il mondo dei motociclisti. Dopo anni di travaglio e passaggi di mano, grazie alla grossa mano di mamma Kawasaki, Bimota tornerà a vivere. Il simbolo di questa rinascita sarà la Bimota Tesi H2, una sportiva con carena e semimanubri che sfrutta il motore della Ninja H2 con compressore centrifugo e ciclistica tutta italiana (e tipicamente Bimota). L’abbiamo provata in esclusiva mondiale e vi raccontiamo come va nel nostro consueto #SottoEsame.

DESIGN BIMOTA TESI H2

La Bimota Tesi H2 non ha mezzi termini: o si ama o si odia. Le sue forme aliene sembrano provenire da un’altra galassia, con quell’orgia di spigoli e linee discontinue. Può piacere o meno, ma sulla perfezione di ciascun dettaglio non si può realmente dir nulla. La cura è maniacale, la qualità eccellente. VOTO 8

CONTENUTI TECNICI BIMOTA TESI H2

Descrivere tecnicamente la Bimota tesi H2 è come dover raccontare la cappella Sistina: da dove partire? Cominciamo col dire che la Tesi di nuova generazione ha il cuore della Ninja H2. Significa motore 4 cilindri in linea di 998 cc sovralimentato da compressore centrifugo, qui in configurazione da 231 CV, che diventano addirittura 242 con Ram-air in pressione. La Bimota Tesi H2 nasce dalla mano di Pierluigi Marconi, lo stesso ingegnere che fu padre della prima Tesi 1d del 1991. Il principale elemento distintivo è l’assenza di una classica forcella telescopica. Al suo posto c’è un forcellone infulcrato in piastre d’alluminio ricavate dal pieno, che separa l’azione sterzante da quella ammortizzante, mentre il mono Öhlins TTX è sistemato curiosamente alle spalle del propulsore, accanto a quello gemello della sospensione posteriore. Questo schema promette leggerezza, un buon accentramento delle masse e un limitato affondamento in frenata, a vantaggio di una maggiore stabilità. L’elettronica prevede controllo di trazione, mappe motore, ABS cornering, Riding Mode e quickshifter bidirezionale. VOTO 9

ERGONOMIA E COMFORT BIMOTA TESI H2

La sella posizionata a 840 mm da terra e il (relativo) ridotto ingombro laterale permette a chiunque di poggiare saldamente con i piedi a terra. Il peso, rispetto alla Ninja H2, è decisamente inferiore (207 kg a secco) e non mette mai in crisi. La postura a cui obbliga la Tesi però è da sportiva vera: i polsi sono caricati senza mezzi termini, ottimo per contrastare accelerazioni e frenate ma non così adatta a lunghe trasferte. VOTO 7

PIACERE DI GUIDA E FATTORE EMOZIONALE BIMOTA TESI H2

Il meteo ballerino non ci ha impedito di guidare per una mattina intera in strada e percorrere 6 giri sulla pista di Misano. Ed è chiara una cosa: la Bimota Tesi H2 è una moto unica. Centro dell’esperienza è naturalmente il suo motore: ha talmente tanta potenza da poter essere usato sottocoppia, anche in pista. Esplode a metà scala del contagiri, una potenza a cui è difficile abituarsi. Peccato per un marcato effetto on-off, che Bimota potrebbe risolvere prima di consegnare le moto lavorando sulla centralina. La ciclistica è…particolare. Il trucco è frenare più tardi possibile, perché l’avantreno lo permette, e fidarsi. Già: non si “sente” l’avantreno come con una forcella tradizionale, anche perché qui, l’affondamento, è ridotto al minimo. La ruota copia anche le peggiori asperità, su strada, e il rigore direzionale è unico, ma bisogna abituarsi alla sensazione. VOTO 8

RAPPORTO QUALITA' PREZZO BIMOTA TESI H2

Come giudicare il prezzo di un mezzo praticamente artigianale? Ne verranno prodotte solamente 250 (e già non è poco!), non può essere "in saldo": la Tesi H2 costa 64.000 euro, IVA inclusa, ed è già in vendita in pre-ordine sul sito ufficiale. Sono un mare di soldi, ma la Bimota Tesi H2 è come un quadro d’autore, unica e inimitabile. Se vi piace, è così. VOTO 5

CONCLUSIONI BIMOTA TESI H2

A parte qualche piccolo neo dovuto alla freschezza del progetto (su tutti, la mappatura da rivedere per ridurre l’effetto on-off), la Bimota Tesi H2 è una moto che funziona alla grande. La sua guida è unica, estremamente emozionate. Il motore è una forza della natura, a qualunque regime, e la ciclistica è super-stabile e precisa. E chissà che in futuro non acquisti valore…Sì, potrebbe anche darsi. Bentornata Bimota! VOTO FINALE 7,4

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