Ducati Streetfighter V2 S vs Kawasaki Z900 SE | Alpen Masters 2025

Ducati Streetfighter V2 S vs Kawasaki Z900 SE | Alpen Masters 2025
Con motori che sfiorano i 1.000 cc, le Naked Medie di quest'anno potrebbero tranquillamente definirsi delle Maxi. Tra queste due, la lotta per la vittoria è stata all'ultimo sangue

28.08.2025 ( Aggiornata il 28.08.2025 11:46 )

Categoria Naked Media: chi ha vinto?

Nessuno di noi ha azzeccato l’esito di questa sfida.
Non perché alla Kawasaki (che ha vinto) manchi qualcosa, ma perché, anche solo da ferma, la Ducati sembra urlare a tutti la sua fame di curve, tanto che a confronto la Kawasaki appare quasi sobria. E guidando la moto italiana si scopre che c’è corrispondenza con quanto promesso dalle sue forme aggressive. La posizione di guida è correttamente caricata: le pedane sono alte e arretrate, il manubrio basso e largo. Tocco di gas e “brap”, scatta in avanti con ferocia, magari alzando il “muso” (tenuto sempre a bada dall’elettronica, mai troppo invasiva).
La connessione con il gas è perfetta, soprattutto su strade che invitano a guidare in una certa maniera, e il motore è semplicemente esplosivo, soprattutto in uscita di curva. I bassi e i medi regimi hanno tutto quello che serve per uscire sparati come palle di cannone, anche con le marce alte. Un motore aiutato tra l’altro da una rapportatura azzeccata, corta quanto basta. La ciclistica è ugualmente invitante. Precisa, con un avantreno leggero ma rigoroso, è difficile metterla in difficoltà. Viene voglia di esagerare, sicuri di avere tra le mani una moto che esalta le capacità del pilota, invece che inibirle.

Quindi, perché non ha vinto?
Provando a riassumere i numeri che vedete scritti sulla pagella... perché non è ancora una moto per tutti. Per quanto Ducati l’abbia addomesticata e resa più semplice nell’approccio, rimane una moto per piloti abbastanza esperti. Se si procede più rilassati infatti si iniziano a notare cose come la rigidità delle sospensioni, o il motore che a gas puntato tende leggermente a strattonare...

Tutte cose non presenti sulla Kawasaki, che è quasi altrettanto efficace nella guida spinta, ma è dannatamente più versatile e semplice da usare. Quest’ultima evoluzione tecnologica (parliamo del comando del gas, finalmente elettronico) le ha fatto un gran bene. C’è zero effetto on-off, il 4 cilindri risponde sempre pronto ma mai brusco.

E poi, che medi regimi!
Dai 3.000 ai 9.000 giri c’è tutta “roba buona”, una spinta gagliarda che ti ricorda... ehi, stai guidando una Kawasaki.

A livello di guida è tutto meno estremizzato, ma non per questo meno efficace. La posizione in sella, tanto per cominciare, è più confortevole: il manubrio è più vicino al busto, maggiormente eretto, e le pedane sono più centrali. Questo, unito a sospensioni generalmente più morbide, permette di avere da subito una naturale confidenza. Ci si fionda in curva con maggiore slancio e spensieratezza, sicuri che il comparto ciclistico saprà come copiare eventuali asperità dell’asfalto. E come detto, anche se non sembra, è altrettanto efficace. Forse non ha la stessa stabilità a centro curva, ma in ingresso è lievemente più svelta e immediata.

*Per scoprire cosa ne pensiamo noi e leggere le opinioni di InMoto "fuori dai denti" vai a pag. successiva 

Categoria Naked Medie: le pagelle

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