Aprilia RSV4 1100 Factory

Due moto di questa comparativa utilizzano un motore V4, un’architettura motoristica esotica, per molti aspetti più complessa da progettare (i pistoni della stessa bancata sono imbiellati sulla stessa manovella, con notevoli vantaggi in termini di peso e ingombri) ma che, almeno sulla carta, garantisce vantaggi in termini di trazione ed erogazione. Sono le due moto italiane e la prima è l’Aprilia RSV4 1100 Factory.

Il suo 4 cilindri a V di 65° ha subito un’upgrade di cilindrata nel 2018 fino a 1.078 cc (è aumentato l’alesaggio, passato da 78 a 81 mm, mentre la corsa è rimasta di 52,3 mm), oltre a una lunga serie di modifiche sulla distribuzione e i rapporti del cambio. I suoi numeri parlano da sé: ci sono 217 CV a 13.200 giri e ben 122 Nm. Il telaio perimetrale lavora con sospensioni Ohlins semi-attive e offre un sacco di regolazioni (per esempio l’altezza del pivot forcellone o la posizione del motore nel telaio). L’elettronica è completissima, ma non è previsto il controllo dell’imbardata. Per contenere le sue straordinarie prestazioni, Aprilia ha sviluppato per l’RSV4 le rinomate “alette”, per generare deportanza alle alte velocità. Peso con il pieno: 208 kg.