Ancma su Ddl Concorrenza: no all’aumento assicurazioni moto

Ancma su Ddl Concorrenza: no all’aumento assicurazioni moto

L’associazione è preoccupata per una misura che potrebbe causare rincari del 20% sul costo delle polizze

Redazione - @InMoto_it

Tra i contenuti del ddl Concorrenza, all’esame del prossimo Consiglio dei ministri, c’è una misura che non appare affatto chiara a Confindustria Ancma che, al riguardo, si è espressa così: “Apprendiamo dalla lettura delle bozze che potrebbe essere approvata una norma che estenderebbe il regime del risarcimento diretto per la gestione dei sinistri anche alle imprese assicuratrici con sede legale in uno stato estero dell’Unione Europea. La misura, se approvata, rischierebbe di produrre un aumento generalizzato delle polizze assicurative motociclistiche, stimabile attorno al 20% dei prezzi correnti”.

Proviamo a fare chiarezza. Il risarcimento diretto è stato introdotto nel nostro ordinamento nel 2007 e prevede che il conducente che subisce un incidente non venga risarcito dall’assicurazione del responsabile del sinistro, ma dalla propria che, a sua volta, riceverà poi un rimborso forfettario dall’assicurazione del conducente che ha causato l’incidente.

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Le riflessioni di Ancma

Sul meccanismo attualmente in vigore Ancma ha spiegato che “ha generato negli anni effetti positivi sui premi assicurativi e, soprattutto, sui tempi del risarcimento”, ma ci sono anche delle situazioni in cui può risultare scomodo, come ha dimostrato uno studio commissionato all’Università LUISS. Il meccanismo “funziona quando nel sinistro sono coinvolti veicoli appartenenti alla stessa categoria (ad esempio due auto), mentre s’inceppa nel momento in cui i veicoli incidentati appartengono a categorie differenti (ad esempio auto e moto)”. Un problema, questo, che si ripropone spesso quando si parla di due ruote, perché la percentuale più alta di incidenti riguardanti moto o scooter avviene proprio con veicoli di categoria diversa, specialmente con le auto. “In sintesi - prosegue la nota Ancma -, l’indennizzo diretto produce effetti distorsivi che si traducono in un aumento dei costi assicurativi a carico degli assicurati motociclisti”.

Questa condizione ha fatto sì che negli ultimi anni il mercato assicurativo motociclistico si indirizzasse verso compagnie di assicurazione estere che, non essendo sottoposte al regime dell’indennizzo diretto, possano garantire coperture assicurative non penalizzanti per l’utente finale. Il risultato? Si è ridotto del 16% il premio medio pagato dai motociclisti negli ultimi 5 anni. Di conseguenza, è aumentato il numero delle compagnie assicuratrici di veicoli a due ruote incentivando la concorrenza, con l’effetto di calmierare i costi assicurativi, già in precedenza arrivati a livelli non più sostenibili. Ed ecco che arriva la maggiore preoccupazione da parte di Ancma: i benefici della misura non sono chiari, ma a esserlo sono invece gli impatti negativi. Se venisse approvata, infatti, avrebbe un’immediata ricaduta sulle tasche degli utilizzatori, senza contare che proprio nei giorni scorsi il Parlamento europeo ha approvato quasi all’unanimità un pacchetto di misure che modifica in parte la direttiva 2009/103/CE concernente l’assicurazione della responsabilità civile autoveicoli, inibendo la possibilità di sospendere la copertura assicurativa nei periodi di inutilizzo del veicolo tenuto in un luogo privato, sfruttata soprattutto dai possessori di moto.

Qualora si obbligassero le compagnie straniere ad aderire al sistema del risarcimento diretto i motociclisti, già penalizzati dal recente divieto di sospensione invernale della polizza, subirebbero un ulteriore rincaro dei prezzi. Una misura – conclude Ancma - che arrecherebbe un grave danno ai motociclisti, all’industria e alla mobilità sostenibile a cui il mondo delle due ruote contribuisce in maniera decisiva”.

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