Moto Guzzi V100, il design divide: si poteva osare o va bene così?

Moto Guzzi V100, il design divide: si poteva osare o va bene così?

Il design della nuova Mandello sta facendo discutere gli appassionati. Analizzando lo stile, quali sono i riferimenti alla storia del marchio e come mai queste linee dividono così tanto l'opinione fra chi le ama e chi le odia?

Nella cornice della presentazione stampa del prossimo piano industriale, Moto Guzzi ha finalmente tolto i veli alla V100, una moto dotata di motore completamente nuovo con raffreddamento a liquido e caratteristiche tecnologiche in grado di competere con le più raffinate concorrenti europee e giapponesi. Sulle chicche tecniche e sulla qualità del prodotto paiono essere tutti d'accordo, ma sull'estetica si sta alzando un grosso dibattito fra chi la apprezza e chi no. Analizziamo sia i pareri degli appassionati che il design per capire cosa rende questa moto così "radicale".

Che forme ha questa nuova moto?

A prima occhiata è facile chiedersi: è una turistica pura o è una crossover? Le proporzioni possono ingannare l'occhio ed è normale rimanere un po' spiazzati. La V100, a parer nostro, si inserisce a metà fra questi due mondi, perchè le proporzioni di carenatura e cupolino richiamano il mondo crossover ma le sospensioni non sono a lunga escursione e la seduta non è più di tanto "incassata", il che fa capire chiaramente che si tratta di una moto non molto alta da terra, come una normale turistica stradale. Questo è il primo punto che confonde le idee: il nostro cervello ragiona per immagini e simboli e quando ci si para davanti qualcosa di non facilmente classificabile, va un pochino in confusione.

Secondo punto, perchè ha queste forme "anni '90" e a che moto si ispira? In Moto Guzzi hanno semplicemente mostrato la moto senza dettagli a riguardo (quelli li scopriremo a EICMA durante la presentazione ufficiale), quindi non abbiamo alcun cenno ufficiale sul design. La V100, però, si ispira chiaramente alle moto squadrate di anni '80 e '90 e a linee che abbiamo già visto nella produzione di Mandello.

In redazione abbiamo identificato chiaramente una linea generale delle sovrastrutture che ricorda la Quota 1100 (endurona prodotta dal 1998 al 2002), richiamata anche dalla verniciatura a due toni con frontale di un colore e posteriore diverso. Il richiamo è anche verso le moto della serie V35 Imola e V65 Lario dei tardi '80. In generale, però, l'estetica della parte centrale massiccia e del cupolino non troppo grande e connesso a mo' di monoscocca,  ricorda anche altre moto della produzione internazionale come ad esempio la Yamaha TDM, come molti di voi ci hanno fatto notare sui commenti nei nostri Social.

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