Indian Motorcycle sta snocciolando un’idea dietro l’altra. Sono diversi, infatti, i brevetti presentati dalla Casa statunitense nell’ambito della sicurezza che i colleghi di Motorrad hanno anticipato: si parla di radar, di sensori e di luci, per un totale di ben quattro brevetti dei quali non conosciamo ancora il futuro. Certo è che se un’azienda “tradizionale” come Indian è al lavoro su sistemi di assistenza alla guida, significa che questo aspetto sta assumendo un ruolo decisamente centrale.

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I quattro brevetti

Stando alle immagini, la moto su cui Indian sta lavorando per montare i sistemi potrebbe essere la Roadmaster, che non avrebbe problemi - viste le dimensioni - a sopportare accessori e un carico maggiore. Nel complesso i quattro brevetti vanno a formare un sistema integrato di sensori composto da radar e telecamere, dove ognuno ha specifiche funzioni.

Il primo brevetto, per esempio, è il radar che permette alla moto di monitorare la posizione dei veicoli in prossimità, garantendo il controllo automatico della velocità e avvisando il pilota (attraverso segnali luminosi negli specchietti (o sul cruscotto) su eventuali punti ciechi. Ci sono poi le luci di svolta. Nulla di nuovo se non che per Indian si traducono in un complesso faro, diviso in 14 parti, a LED che funzioneranno sia con gli anabbaglianti che con gli abbaglianti. Tra i brevetti ci sono anche le luci adattive per la velocità, ovvero che regoleranno i fari in base alla velocità a cui sta andando la moto. A 30 km/h il faro sarà largo e corto, a 60 km/h o a  90 km/h il faro si restringerà e si allungherà in lontananza. Infine, l’ultimo brevetto, riguarda 21 diversi sensori posizionati in varie parti della moto - anteriore, posteriore, laterale - per avere una situazione a 360° su ciò che gira intorno al mezzo, come le distanze dagli altri veicoli, e interagire così con radar e luci.

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