Tra non molto anche gli scooter endotermici, come già succede per le quattro ruote, potranno essere convertiti in elettrico. A Bruxelles si ragiona sulla possibilità, con lo schema di decreto predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che stabilisce le norme tecniche per il retrofit elettrico delle due ruote. Lo riporta il quotidiano La Repubblica, spiegando come il regolamento del Mit faccia seguito all’iniziativa proposta dalla Francia ad aprile.

I veicoli interessati sono quelli a due, tre e quattro ruote (i Quad). Installando il kit elettrico su scooter e simili, non sarà più possibile tornare al motore endotermico. Il testo inviato a Bruxelles dovrebbe tornare in Italia a febbraio ed entrare in vigore poco dopo, salvo modifiche necessarie.

ELEMENTI NECESSARI NEL KIT

Stando al testo, il kit elettrico dovrà essere costituito necessariamente da: un motopropulsore, un pacco batterie con sistema di gestione elettrica e termica degli accumulatori e di sistema di sezionamento e protezione, un’interfaccia con la rete per la ricarica. Si precisa, nel regolamento, che “ciascun sistema di riqualificazione elettrica è progettato, costruito e montato in modo che, in condizioni normali di impiego e malgrado le sollecitazioni cui può essere sottoposto, non siano alterate le originarie caratteristiche del veicolo in termini di prestazioni e sicurezza, nonché in modo da resistere agli agenti di corrosione e di invecchiamento cui è esposto”.  Per l’omologazione del veicolo, è necessario che non siano modificati i dispositivi di sicurezza attiva e passiva.

NULLA OSTA, Sì O NO

È richiesto il preventivo nulla osta del costruttore in caso sia necessario sostituire o modificare parti del mezzo oltre al sistema di propulsione. Non si richiede nulla osta per il cambio degli organi della catena cinematica che trasmette il moto tra l’albero motore e le ruote di trazione, purché potenza e coppia massima restino entro un intervallo predeterminato.

RESPONSABILITà E DOCUMENTAZIONE

La responsabilità della conformità del mezzo ai parametri necessari per l’omologazione spetta al costruttore del kit elettrico, che è responsabile anche delle modifiche al veicolo per l’installazione. Il lavoro di riqualificazione elettrica è disposto presso la rete di officine di assistenza del costruttore, o presso un installatore in possesso di certificato autorizzativo da parte del Marchio produttore. Il kit elettrico deve riportare in modo leggibile e indelebile il marchio dell’omologazione e le informazioni di utilizzo, manutenzione, installazione e smaltimento del kit. Per i kit elettrici che già sono omologati in altri Paesi dell’Unione Europea, il riconoscimento in Italia sarà valido solo se i parametri saranno pari o superiori alle richieste del nostro Paese.

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