Ora o mai più. Dopo più di 10 anni di presenza sul mercato, con l’importante aggiornamento arrivato nel 2015 e nel 2019 con la 1100 dotata di "ali", per la RSV4 di Aprilia all’orizzonte potrebbe profilarsi un nuovo ed importante capitolo. Universalmente riconosciuta come una delle più efficaci sportive presenti sul mercato - ed una delle più azzeccate di sempre - la RSV4 inizia ormai a sentire il peso degli anni. Non tanto come prestazioni di punta e guida in pista ( è ancora in grado di giocarsela nel confronto con la più “fresca” concorrenza), quanto per un layout globale che sembra essere arrivato alla fine di un (lungo) ciclo con l’ultima 1100 aggiornata per il 2020 con il pacchetto Ohlins per le sospensioni elettroniche sulla Factory

BELLA MA NON BALLA Più

I numeri di mercato oggi non sono tra le priorità di una maxi sportiva. Le race replica da 215 CV oggi rappresentano però una importante vetrina dal punto di vista tecnico.

La RSV4, pur apprezzata da molti, non sembra godere però più di quell’appeal che invece abbiamo su moto come la Ducati Panigale V4 o la nuova Honda CBR1000RR-R. Ha un comparto tecnico di assoluto valore, ma agli occhi degli appassionati sembra segnare un po’ il passo nei confronti della più aggiornata concorrenza.

PROGETTO 660

In Aprilia al momento si è concentrati sul progetto 660, un nodo cruciale per le vendite di Noale che da qualche stagione poggiano quasi esclusivamente sui numeri della Dorsoduro 900.

La RS 660 e le prossime Tuono e Tuareg, adotteranno il medesimo motore bicilindrico in linea e saranno l’attacco a tre punte che a Noale stanno sferrando per cercare di recuperare terreno sui mercati. Quindi un rinnovo per la V4 non sembra essere tra le priorità del Gruppo Piaggio. Almeno in apparenza…

LA STRADA SBK

Qualche pedina sembra muoversi nei campionati delle derivate di serie, e remare nel verso di importanti novità future sia al motore che alla ciclistica. Nel CIV quest’anno vedremo la RSV4 schierata nuovamente ai blocchi di partenza con Ponsson e (probabile) Savadori. Grazie ad una deroga regolamentare sarà ai blocchi di partenza il modello con motore 1100, fino allo scorso anno relegato al solo campionato National che ha regolamento Open. Sul fronte Dorna (e quindi Mondiale) qualcuno pare inizi a parlare di un'evoluzione regolamentare riguardo l’introduzione dei motori 1100. Ipotesi al momento complicata da percorrere, soprattutto dato il peso dei colossi giapponesi che ad oggi corrono con motore 1000 e sarebbero quindi costretti a rivedere i progetti delle moto di serie.

CARTA MONDIALE

L’intenzione del team Nuova M2 racing di correre 10 wild card (si chiuderà probabilmente per 7), grazie ai munifici appoggi di Christophe Ponsson, farebbe gioco per raccogliere dati in vista di un impegno diretto tra le derivate di serie (2021 - 2022?) dopo il “grande sgarbo” del 2015, quando ad Aprilia vennero di fatto tarpate le ali con il veto della omologazione della RSV4 a causa del motore montato su supporti regolabili (un’assurdità dato che presenti sul modello di serie) e con la casa del “leone di Venezia” che rimase in forma di fornitore delle RSV4-RF ai piloti privati.
Una carta, quella di Nuova M2, che potrebbe rivelarsi utile come lo è stata per Honda la compagine Althea-Moriwaki nel 2019 e che anticipò il debutto per la rinnovata Fireblade.

Un’occasione importante per Aprilia per ridare slancio ad un progetto che, dopo anni di onorato servizio e tante soddisfazioni raccolte, potrebbe essere ad una svolta, si spera, in positivo per una moto che altrimenti rischierebbe di sparire dal mercato. E sarebbe un gran peccato. Vi terremo aggiornati.

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