Primo atto di accusa: non ha il telaio a traliccio, non è più il Monster che tutti conosciamo. Secondo atto di accusa: ha una linea quasi da “giapponese” dov’è finita l’originalità di Ducati?

IL MOSTRO DELLA DISCORDIA

Insomma, la nuova (o il nuovo) arrivata a Borgo Panigale è stata accolta non proprio benissimo dagli appassionati e fan di Ducati. Ed è del tutto comprensibile: troppo forte il carisma del Monster, diventato un'autentica icona e riferimento negli anni dal 1992 (anno del debutto ai Saloni della moto disegnata da Galluzzi), oltre che musa per molti competitors. Il Monster ha davvero segnato un’epoca con i suoi contenuti tecnici e con il suo design personalissimo (quanto azzeccato) e si sa, mettere poi mano a queste vere e proprie sculture su due ruote farebbe tremare i polsi anche al più scafato degli ingegneri o uomini il marketing. Le critiche sono lì, ad un tiro di schioppo.



Ne sanno - ad esempio - qualcosa in FIAT, quando, negli anni ‘90, misero mano alla leggendaria "500", proponendo un progetto però che molto si discostava dalla linea (soprattutto) della famosa mini utilitaria. O anche - restando alle due ruote - quando in Piaggio commisero il “sacrilegio” di rivoluzionare la Vespa, togliendo il cambio ed adottando la trasmissione automatica, oltre a rinverdire le linee. Ma anche Suzuki: ricordate la GSX-R 750 del 1996? Abbandonò il classico telaio a doppia culla con travi superiori che passavano sopra al motore, per un diverso (e più moderno ed efficace) doppio trave diagonale. 

Se si esclude FIAT, che con la 500 tornò poi sui suoi passi, rimettendo mano alla 500 e sfornando il modello che oggi tutti conoscono e apprezzano, negli altri casi, legati alle due ruote, il successo fu poi strepitoso. 

Ma veniamo a Ducati: Panigale V4. “Aaah, l’orrore! Una sportiva Ducati che non è bicilindrica”. Successo di vendite e da anni è la sportiva più venduta, in Italia e nel mondo.

...e con questo? Monster in cima alla classifica di vendite nel 2021? 

Cerchiamo di rispondere ai tanti post letti su FB.

Il Monster snaturato perché senza traliccio?

Primo errore. Già nel 1992 la naked Ducati sfruttava la ciclistica derivata dalla sportiva 851/888. All’epoca il top della tecnica da corsa per Ducati (poi ripresa dalla 916 in poi), una moto con la quale si fece man bassa di successi in pista. Oggi, con il Monster 2021, Ducati fa la stessa mossa: prende il Front Frame della sportiva di punta (Panigale V4, non 888 o 916) e lo ridefinisce su una naked. Sbagliato? Forse, ma il concetto e la tradizione sono rispettate.

Le linee troppo “giapponesi”

Questo forse è il punto più delicato. Sì, vero... quella vista nelle foto di cartella stampa appare troppo simile ad altri modelli oggi in giro. Ma occhio: ricordiamoci che quando uscì nel ‘92, le naked in circolazione erano praticamente parenti povere delle sportive. Moto di nicchia e che in molti casi facevano numeri risibili. Monster ridefinì il concetto naked, alzando notevolmente l’asticella, anche nella sportivà, per questo segmento. Oggi, che il fenomeno delle "nude" è ormai consolidato, tirare fuori medesimi concetti di sportività cercando di non assomigliare ad altre realizzazioni è un rompicapo di quelli tosti. 

Le linee, a ben guardare, sono una “modernizzazione” delle classiche linee Monster, con il classico serbatoio, vero - grande - protagonista su questa moto che mantiene intatta la sua caratteristica gibbosità a "dorso di bufalo". E’ più moderno. Tutto qui. 

Il Monster nacque come naked sportiva e naked sportiva resta. "Snaturata la filosofia"(?) Beh, non ci sentiamo di dirlo, onestamente. Linee “spersonalizzate”, può darsi. Ma quando si parla di estetica non sempre si può accontentare tutti. Non i più focosi ducatisti, da sempre molto esigenti con le novità che escono dalle catene di Borgo Panigale. Forse piacerà ai più giovani, come fu nel passato. Perchè è a loro che fondamentalmente si rivolge questo nuovo Monster. E gli altri? Bisognerà farsene una ragione, il tempo passa e restare ancorati a certi schemi può essere pericoloso. Consideriamo anche che Monster ormai era quasi sparita dai radar, con il suo ruolo di naked di riferimento giocato ampiamente dalla Scrambler (che però è concetto di ben altro genere).

In questi casi mai più giusto il detto: “Ai posteri l’ardua sentenza!”. In Ducati hanno mostrato coraggio e bisogna dare loro merito di non essersi rassegnati al ricordo del tempo che fu (anche nelle vendite) ma di aver reagito e messo sul campo la loro risposta al tempo che avanza. Avranno fatto le cose giuste a Borgo Panigale? Lo capiremo tra pochi mesi.

E voi cosa ne pensate? Diteci la vostra nei commenti.

Ducati Monster, è arrivata la rivoluzione