Honda CBR 1100 XX Super Black Bird, 30 anni a 300 km/h

La sport-tourer Honda, arrivata sul mercato nel 1996, è stata la prima moto di serie a raggiungere i 300 km/h, stimolando la competizione con le concorrenti
Honda CBR 1100 XX Super Black Bird, 30 anni a 300 km/h

Alessandro VaiAlessandro Vai

Pubblicato il 29 maggio 2026, 10:44

A metà anni Novanta il panorama delle moto sportive era molto diverso da quello attuale. L'elettronica ancora non esisteva, l'aerodinamica era agli albori e i 200 CV/litro erano lontani anni luce. Per questo nel 1996 l'arrivo della Honda CBR 1100 XX Super Black Bird fece parecchio scalpore: la Casa giapponese la presentava come la moto di serie più veloce del mondo, grazie al suo 4 cilindri in linea da 1.137 cc che erogava 164 CV e 119 Nm. Lo scopo dichiarato della Honda era quello di battere la Kawasaki ZZR 1100 che toccava i 285 km/h.

FACILE DA GUIDARE

La Honda CBR 1100 XX Super Black Bird, in realtà, non era esattamente una sportiva, bensì una sport-tourer, come del resto confermano i 227 kg di peso a secco e la sella bi-posto dalle forme generose. Nonostante questa massa importante, tuttavia, questa Honda era facile da guidare e anche parecchio maneggevole. Altro suo pregio era il riparo dall'aria offerto anche alle alte velocità, grazie alle forme generose della carena e del cupolino ma anche a soluzioni assolutamente innovative come l'integrazione delle frecce negli specchietti retrovisori, che nel giro di qualche anno sarebbe stata ripresa da molti.

RIFERIMENTI AERONAUTICI

Inoltre, la Honda CBR 1100 XX Super Black Bird - il nome derivava da quello dell'aeroplano Lockheed SR-71 - ebbe il merito di stimolare la competizione tra le altre Case giapponesi, che vollero partecipare alla corsa ai 300 km/h sviluppando la Suzuki GSX-R 1300 Hayabusa e la Kawasaki con la ZX-12R. A questo proposito, sulla punta massima raggiungibile da questa Honda, bisogna fare dei distinguo, perché non è sempre in grado di raggiungere e superare i 300 km/h. Durante la nostra prova su strada del 1997, sull'anello di Nardò, ne avevamo parlato in modo dettagliato. Ecco quello che avevamo scritto.

LA PROVA DI INMOTO DEL 1997

Si rimane estremamente soddisfatti sotto il profilo del comfort perché nonostante la avvolgente carenatura integrale, la CBR 1100 XX non è afflitta da accumuli di calore. Stando alle rilevazioni strumentali le vibrazioni si mantengono sempre entro valori contenutissimi, inoltre stando in carena si scopre la non eccelsa trasparenza del plexiglass fumé del cupolino, mentre meritano un bel voto, ai fini della sicurezza, gli ampi specchi retrovisori in grado di garantire un esteso campo visivo. Assieme alle impressionanti prestazioni assolute che abbiamo riscontrato, la maxi Honda affascina per la grande facilità di guida e la sincerità nel comportamento in qualunque condizione.

DIMENSIONI E PESO

Le premesse trovano puntuale riscontro nella realtà con un bilanciamento ciclistico sconosciuto alle rivali. Tanto di cappello, dunque, perché dal punto di vista dinamico i tecnici Honda sono effettivamente riusciti a costruire una moto pressoché perfetta, tremendamente efficace sotto svariati punti di vista, e sempre sincera nel comportamento, a dispetto dell'imponente struttura certificata dai 1490 mm di interasse ed i quasi 243 Kg di peso in ordine di marcia. Eppure in sella non ci si trova mai in difficoltà nemmeno quando ci si deve muovere in poco spazio, a velocità ridotta, grazie alla neutralità dell'avantreno, all'agilità ed alle insospettabili doti di maneggevolezza.

COMPORTAMENTO SU STRADA

Esagerati? Niente affatto. Allo stesso modo possiamo parlarvi del comportamento riscontrato sul misto, dove la CBR 1100 XX riesce a muoversi con estrema disinvoltura: meravigliosa nello scendere in piega ed estremamente precisa nelle seguire gli inserimenti in curva, le variazioni di inclinazione "pennellate" in modo davvero armonico. Sicura e sincera nelle reazioni, consente di viaggiare proprio con una marcia in più rispetto alle rivali. Anche ai ritmi elevati, la maxi sport-tourer Honda fila liscia come se si stesse viaggiando su di un binario, stabile ed ottimamente caricata di sterzo, silenziosa nel fendere l'aria grazie alla efficace aerodinamica. Ed ora l'atteso capitolo delle prestazioni assolute.

LA VELOCITA' MASSIMA A NARDO'

Abbiamo deciso, anche per questioni di sicurezza, di effettuare i rilevamenti strumentali in quello che può essere definito il tempio della velocità: l'anello di Nardò. È qui che siamo riusciti ad ottenere lo stratosferico valore di 303 km/h in velocità massima. Come promesso dai tecnici giapponesi la CBR 1100 Super Black Bird, in particolari condizioni, è effettivamente in grado di superare il muro dei 300 km/h, prima fra le moto di serie. La Black Bird lascia letteralmente a bocca aperta in accelerazione considerando i 10 secondi che impiega a transitare sui 400 m ed i 19,1 secondi che occorrono per il traguardo dei 1000 metri.

CONSUMI E CONCLUSIONI

Si avvia sempre prontamente il quattro cilindri Honda, eccelle nel raggiungere l'ottimale regime termico, ed è costante nel rendimento anche sotto sforzo. A parte una leggera titubanza in corrispondenza dei 1500 giri attacca subito dopo con una grande progressione che porta l'ago del contagiri a fermarsi solo all'intervento del limitatore a 11.500 giri. Quanto ai consumi, i valori ottenuti possono considerarsi nella media visto che nel peggiore dei casi si arriva scendere di poco sotto 7,4 km/litro ma si possono superare i 18 km/litro. Nel normale impiego fuori città può avvicinare i 25 km litro.

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