Piaggio Sì: da erede del Ciao a icona di fine millennio

A fine anni 70, Piaggio aveva bisogno di un sostituto per il Ciao. Non sapevano che il nuovo prodotto, il Sì, avrebbe vissuto una carriera a sè scrivendo un capitolo molto diverso della storia dei tuboni italiani

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 7 settembre 2022, 13:29 (Aggiornato il 8 set 2022 alle 18:32)

Perchè Sì e non Ciao?

Cosa realmente cambiava dal Ciao al Sì? fondamentalmente l'estetica e l'impostazione ciclistica, un po' più moderne e dinamiche. Al momento del debutto (nella prima versione 1979 con colori pastello e cerchi a raggi, rarissima oggi) mostrava linee più squadrate, ricercate e futuristiche, con una sella finalmente accogliente per due persone. La forcella anteriore era di tipo telescopico e al posterire c'era un ammortizzatore al posto del telaio rigido.

Il motore da 49cc era bene o male lo stesso, aveva soltanto un carburatore un pelo più grosso e alette di raffreddamento più efficienti. Si trattava di un monomarcia semplice come quello del Ciao, ma il vero successo del Sì arrivò negli anni 80, con le versioni a variatore e le varianti più note con i cerchi in lega a 4 razze, vero e proprio salto nel futuro e principalme motivo per cui, inizialmente, fu considerato più "giovane" rispetto al Ciao.

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