CR&S Vun: breve storia di una moto unica

Tre appassionati milanesi, a inizio millennio, si sono ritrovati per realizzare un sogno: costruire una moto che non esisteva per il puro piacere di guidare su strada, e quello che è venuto fuori è una icona della purezza a due ruote

CR&S Vun: breve storia di una moto unica

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 1 settembre 2021, 11:21

Cosa disegnerebbe un bambino se gli chiedeste di rappresentare una motocicletta? Bene o male farebbe due ruote, un motore in mezzo, un manubrio e una sella, una sorta di bicicletta a due ruote. Roberto Crepaldi, Giorgio Sarti e Giovani Cabassi hanno voluto concretizzare i propri sogni e nel 2002 hanno deciso di creare la moto più semplice, pura e genuina che si potesse immaginare, proprio come la disegnerebbe un bambino: la CR&S Vun.

La moto più semplice del mondo

CR&S sta per Cafè Racer e Superbikes, un'azienda nata per volere di Crepaldi (già socio fondatore della Numero Uno con Carlo Talamo, quindi esperto in materia di aziende e motociclette) con lo scopo di creare questa moto unica nel suo genere. Dall'idea è nato un concept realizzato da Pattoni, lo stesso che correva nel Motomondiale con l'ultima e romanticissima 2 tempi 500 italiana, e fin dal primo risultato si era capito che sarebbe stata perfetta così com'era. 

Dal prototipo all'omologazione il passo fu breve, solo piccoli accorgimenti e la moto era pronta: una monocilindrica compatta, semplice, leggera e straordinariamente sexy nel suo "understatement". Poteva passare inosservata in mezzo a mille altre, ma un appassionato avrebbe saputo riconoscere che si trattava di qualcosa di molto speciale: l'artigianalità di questo progetto permetteva al proprietario di confezionare la Vun a suo gusto, con colori, materiali e accessori. Quello che proprio non si poteva cambiare era l'anima della moto stessa, ovvero il monocilindrico Rotax da 54 CV (famoso in quegli anni per equipaggiare BMW F650GS e Aprilia Pegaso) e il telaio a traliccio di tubi stretto quasi come quello di una bici. 

Le sovrastrutture della Vun erano striminzite: un telaio, un codino slanciato e un accenno di cupolino attorno a un faro tondo classicissimo. Lo scopo era mantenere il peso il più ridotto possibile, perchè come CR&S professava, si trattava di una moto che puntava alla massima leggerezza per esaltare il piacere di guida, senza badare alla potenza e alle complicazioni elettroniche. Con questa filosofia un certo Colin Chapman dall'Inghilterra ha realizzato alcune delle auto da corsa più vincenti e stradali più affascinanti. 

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