Cruiser e Brio: quando Ducati decise di produrre scooter

Cruiser e Brio: quando Ducati decise di produrre scooter

Da tempo si parla dell'idea di Ducati di produrre uno scooter sportivo, ma non molti sanno che negli anni 50 e 60 la casa di Borgo Panigale si cimentò già nel settore, con risultati davvero scarsi

Sono anni che si parla di un ipotetico scooter sportivo Ducati, ma ancora niente all'orizzonte. Dopo rumors, rendering, bozzetti e ipotesi sembra che questo progetto sia stato definitivamente archiviato, con buona pace di tutti quelli che gridano allo scandalo ogni volta che viene accostato il nome "scooter" alla casa di Borgo Panigale. Ma forse molti non sanno che nella storia Ducati si è già parlato di scooter e sono stati prodotti ben due modelli, il Cruiser e il Brio.

Tecnologia e stile americano

Al Salone del Motociclo di Milano del 1952 Ducati stupì tutti con il Cruiser, uno scooter da 175cc con motore monocilindrico a 4 tempi e dimensioni da "maxi" dell'epoca. In quegli anni il marchio era famoso soprattutto per il Cucciolo, il piccolo ciclomotore che ha lanciato la sfida a due ruote bolognese, e questo salto di categoria era davvero importante tanto da concentrare una marea di soldi nella progettazione e nello sviluppo della produzione. 

Lo stile era particolare, molto abbondante nelle forme e ispirato alle grosse auto americane che nel dopoguerra erano un riferimento di design internazionale. Dopotutto il disegnatore era Ghia, carrozziere molto attivo all'epoca nel settore automobilistico. La tecnologia era innovativa per l'epoca con l'avviamento elettrico tramite pulsante a piede sulla pedana e indicatori di direzione posteriori. La ruota di scorta era nascosta sotto il fianchetto laterale e le dimensioni abbondanti lo rendevano esageratamente comodo, come esagerato era anche il peso di 150kg, che i soli 8CV del motore facevano fatica a spingere a dovere.

Il flop e il Brio

Il Cruiser arrivò sul mercato in grande spolvero ma il prezzo lo metteva in una fascia altissima, e con le 320.000 lire necessarie per portarlo a casa ci si compravano in media tre Vespe. Tecnologia e design esclusivo erano già un segno distintivo di Ducati, ma non furono una carta vincente all'epoca e di Cruiser ne vendettero davvero pochi, tanto da convincere i vertici ad archiviare il progetto dopo solo pochi anni dall'ingresso sul mercato. Il secondo tentativo fu più umile e si chiamava Brio: un ciclomotore di 50cc economico disegnato dall'archistar dell'epoca Gio Ponti.

Questo prodotto era più in linea con il mercato ed aveva una struttura semplice e uno stile azzeccato, peccato però che nel 1963 - anno del debutto - il mercato era già saturo di proposte simili e la sfida con Vespa e Lambretta fu clamorosamente persa, benchè le vendite andarono un po' meglio rispetto al Cruiser. E questa è, in breve, la storia della Ducati nel mondo degli scooter, un capitolo di storia che nonostante le voci che di tanto in tanto tornano a farsi sentire, sembra definitivamente archiviato.

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