L'editoriale del direttore: ITALIANS DO IT BETTER
Grandi protagoniste delle competizioni nazionali e mondiali, assolute dominatrici della Motogp, Aprilia e Ducati hanno nelle rispettive gamme due modelli sportivi v4, sui quali viene applicata molta della tecnologia sviluppata nelle gare su pista. Li abbiamo messi sotto la nostra lente d’ingrandimento, analizzando i punti di forza e spiegando perché le due case italiane sono un riferimento nel segmento racing

Pubblicato il 24 agosto 2026, 12:21
Le cavalcate vincenti di Carl Fogarty e Troy Bayliss, di Max Biaggi e Sylvain Guintoli nel Mondiale Superbike. Quelle di Casey Stoner e Pecco Bagnaia e, ultimamente, di Jorge Martin e Marco Bezzecchi nella MotoGP. Tutte queste vittorie hanno un unico comune denominatore: sono state ottenute guidando una moto italiana. Ducati o Aprilia. La Casa di Borgo Panigale e quella di Noale hanno fatto la storia dei due più importanti campionati internazionali di Velocità, quello delle derivate di serie e quello dei prototipi. Nel corso dei decenni, hanno avuto il coraggio di sfidare i colossi giapponesi Honda, Yamaha, Kawasaki e Suzuki, ma anche gli altri grossi marchi europei, KTM e BMW. Li hanno battuti spesso, mettendo in campo la creatività, la professionalità e la caparbietà tipiche del Made in Italy motociclistico.
Su questo sostanzioso numero estivo di InMoto (all’interno del quale troverete anche ben nove prove “singole”), abbiamo deciso di dedicare la cover story all’eccellenza sportiva italiana: quattro moto perfettamente in grado di rappresentare la massima espressione racing dei due costruttori di casa nostra: la Panigale V4 S e la RSV4 Factory 1100, la Tuono V4 Factory 1100 e la Streetfighter V4 S. Due carenate e due naked con l’anima marcatamente corsaiola. Le abbiamo messe alla frusta sul circuito “Piero Taruffi” di Vallelunga, sede del nostro Centro Prove e pista perfetta per la nostra sfida, grazie al suo mix di tratti veloci e lenti. Ma le abbiamo guidate anche sulle impegnative curve delle strade limitrofe al circuito romano, in un utilizzo più vicino a quello di migliaia di motociclisti che ogni weekend si divertono sui tornanti extraurbani. Come avrete notato ormai da qualche numero, stiamo dando grande spazio alle comparative e alle sfide tra tante tipologie di moto diverse. Questo richiede un impegno notevole da parte dell’editore, della nostra redazione e del gruppo di lavoro dedicato alle prove, che ogni mese mette anima e corpo per offrire ai lettori un prodotto sempre più completo, ricco e, consentitecelo, autorevole. La filosofia e l’approccio di questa sfida tutta tricolore, ma anche i parametri di valutazione e il sistema dei voti li abbiamo spiegati in apertura delle trenta pagine che caratterizzano questa cover story, tutte da leggere e da gustare. Perché è vero che, dati alla mano, il segmento delle moto sportive è in crisi a livello di vendite globali. Ma è vero anche che, dal punto di vista della tecnologia, della ricerca, dell’innovazione e dell’appeal, rimane il vero riferimento di chi ama le moto. E, sì, gli italiani… lo fanno meglio. Buona lettura!
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