Moto e design (parte 8), le Suzuki che hanno lasciato il segno

Moto e design (parte 8), le Suzuki che hanno lasciato il segno

Quali sono le moto che hanno lasciato un segno nella storia e che sono nate negli uffici dei designer di Hamamatsu? Ne abbiamo elencato qualcuna, quelle che per noi sono le più rappresentative e iconiche

La storia di Suzuki è iniziata nel 1909 con la produzione di biciclette, ma è partita per davvero subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, con la produzione di moto e auto che l'hanno portata ad essere un colosso dell'industria automotive mondiale fra gli anni '70 e '80. Le moto prodotte ad Hamamatsu hanno sempre avuto grande personalità, e spesso abbiamo avuto modelli unici nel proprio genere con la S sul serbatoio. Ne abbiamo raccolto qualcuno, precisamente quelli che si distinguono per personalità e design e che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del brand.

Suzuki GT 380

Nata nel 1972, la GT 380 rappresenta il primo segno della tendenza di Suzuki ad essere un marchio controcorrente. Quando gli altri producevano moto 2T intorno ai 350cc, lei si è presentata con arroganza superando questa soglia di 21cc, e proponendo lo schema a tre cilindri in linea in una forma a dir poco inusuale. La testa del monoblocco sembrava arrivare direttamente dal futuro, con una forma squadrata e linee particolari, studiate per garantire un raffreddamento ottimale al motore. E' il primo degli esperimenti con il sistema di raffreddamento di Suzuki, una costante della ricerca tecnologica del marchio fino a oggi.

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