Dopo l'inchiesta sulle scelte tecniche di Ducati riguardo capisaldi del suo recente passato, pubblicata sulla pagine di InMoto di aprile, abbiamo raccolto alcune delle lettere da voi inviate. 

Ecco quelle pubblicate sul numero di agosto della rivista con la risposta del Direttore


Ho appena finito di leggere la lettera del sig. Pierluigi Lupi (In Moto n. 4/2021) e premetto che anche io non sono più ragazzino e sono un buon ducatista alla vecchia maniera. Sono felice possessore di una Monster 620 colorazione Senna, una motoretta se confrontata con altre, però qualche piccola soddisfazione me la tolgo. Comunque tutto questo giro di parole solo per dire che sono pienamente d’accordo con il sig. Lupi. Quando ho visto la Panigale V4 ho storto un po’ il naso, quando ho visto la Multistrada V4 ho pensato: ma cosa stanno combinando? E quando ho visto il nuovo Monster sono inorridito. Sarò anche cattivo ma mi sembrano tante moto giapponesi travestite da Ducati. E comunque niente contro le giapponesi, per carità.

Simone

Ducati, mai un giugno così: boom di ordini rispetto agli ultimi anni

"Cercando nuovi consumatori perdono i loro riferimenti"

CARO DIRETTORE, sono un affezionato lettore di In Moto, possessore di varie Ducati a partire dal 1989 con una bellissimo Ducati Mike Hailwood Replica seconda serie del 1981 fino ad arrivare al 2017 con una Ducati Monster S4 Senna, passando per Ducati Paso 906 e varie Ducati 900 SS. Ora posseggo una Triumph Tiger Sport che avrai potuto vedere nella lettera che mi hai pubblicato il mese scorso. Leggendo il pezzo “Scelte di Vita - Desmo e telaio a traliccio”, ho letto attentamente tutte le interviste raccolte a partire da Marco Lucchinelli.

Ebbene, quella che ho apprezzato e condiviso pienamente è quella di Genesio Bevilacqua che riassume dei concetti e dei pensieri precisi, partendo dai successi di questi ultimi 40 anni fino a dichiarare l’acquisto di una Honda spendendo molto meno e con la certezza di una affidabilità a prova di bomba con una assistenza “planetaria”. Cercando nuovi consumatori perdono i loro riferimenti e dovranno confrontarsi con grandi produttori e non riusciranno più a difendere un listino mediamente superiore del 30% rispetto agli altri. Il mercato dei numeri dice che Ducati produce circa 50-55mila moto all’anno e lo potranno mantenere solo con la particolarità che ha contraddistinto il marchio fino ad oggi. Questa è la mia opinione dopo aver letto il pensiero di Genesio Bevilacqua.

Edoardo Macchiarulo

Torino

"Eccessivo astio nei confronti della Casa"

CARO DIRETTORE, ho letto i servizi e le opinioni sul V4 del Multistrada Ducati, e direi che anche stavolta la Casa ha fatto centro: basti vedere la classifica di vendite a pagina 23 del numero di marzo: 5° posto in Italia, sono dati di fatto, la gente ha capito che in viaggio o nel leggero fuoristrada l’effetto “Desmo” conta poco, mentre la longevità del motore è fondamentale. Il Desmo esiste sugli altri modelli, e sulle sportive non verrà mai abbandonato, sia chiaro! Quello che non si capisce è l’eccessivo astio nei confronti della Casa, ogniqualvolta presenti una novità rivoluzionaria: non sarà, per caso, che il vaso dell’invidia ha traboccato?

Michele Frascolla

Bologna

Le risposte ai lettori: tutto e il contrario di tutto

Il brand Ducati e le ultime proposte presentate di certo non hanno lasciato indifferenti gli appassionati del marchio. Da un lato gli integralisti, dall’alto quelli che apprezzano l’evoluzione delle moto bolognesi pensate, progettate e costruite anche per allargare la platea dei possibili acquirenti. Non è un segreto che Ducati abbia radici profondissime ramificate nel solido terreno della tradizione. E che la sua community di appassionati abbia una identità ben definita. Ma fermarsi a questo e vivere di ricordi non sembra una soluzione valida per affrontare le sfide del mercato, che come sappiamo è sempre più esigente.

Non vorrei essere stato nei panni della dirigenza Ducati nel momento in cui c’era da decidere lo schema della distribuzione della “Multi V4” o del telaio della Monster. Scelte di campo fondamentali. Tradizione o innovazione? È dalla notte dei tempi che l’uomo è combattuto tra queste due tendenze. Non sta a me dire se hanno fatto bene o male a prendere una strada anziché l’altra... noi raccogliamo le informazioni, proviamo le moto e valutiamo il prodotto senza pregiudizi. E possiamo dire che tanto con la Monster quanto con la crossover il bersaglio è stato centrato.

Cosa vuol dire essere "Ducatisti"?