Moto e multe, una coppia che spesso va a braccetto. Limiti di velocità superati, guida non responsabile e tante altre violazioni al Codice della Strada sono spesso all’ordine del giorno. Nel 2019, per esempio, sono state 47.610 le multe emesse a motociclisti: lo conferma un’elaborazione sulla sicurezza stradale di ACI (Automobile Club d’Italia) e Istat, basata sui dati provenienti dalla Polizia Stradale. Ma quali sono le violazioni più frequenti? Sembrerà strano, ma la maggior parte delle contravvenzioni contestate ai centauri non riguardano violazioni alle norme stradali. Le multe arrivano soprattutto per il mancato rispetto di obblighi burocratici.

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Articolo 80 del Codice della Strada

Ammontano a 8.457 le multe emesse per inosservanza dell’articolo 80 del Codice della Strada, ovvero quello che fa riferimento all’obbligo di eseguire la revisione periodica. Ben 6.006, invece, le sanzioni per chi circolava senza documenti. E in quanti sono stati beccati a guidare senza patente o con la patente revocata? Addirittura 4.081. Alla lista aggiungiamo anche 3.675 multe per guida senza casco, da segnalare anche per l’aumento del 5,3% su base annua. E cosa dice l’elaborazione di ACI sulle sanzioni per eccesso di velocità? Nel 2019 sono state 3.270, di cui 2.453 per velocità non adeguata in relazione alle caratteristiche della strada e del traffico.

Guida senza assicurazione

Da segnalare anche molti motociclisti che guidano senza assicurazione. Le multe per questo tipo di violazione ammontano a 6.927. Conseguenze amare, in questo caso: l’organo accertatore preleva il mezzo e lo deposita in un luogo non soggetto a pubblico passaggio e il conducente deve una multa compresa tra gli 848 e i 3.396 euro.

Multa contestata

Ci sono anche numerose situazioni di multa contestata. Quando è possibile farlo? I casi più frequenti riguardano, in ordine, il verbale incompleto o con errori in merito ai dati personali, a quelli della moto o al numero della targa; la notifica del verbale successiva ai 90 giorni; la doppia notifica per la stessa infrazione; una multa relativa al precedente proprietario; la mancata identificazione dell’autorità competente. In questi casi, spesso è possibile fare ricorso rivolgendosi al Giudice di Pace al Prefetto o, infine, all’ente che ha rilevato l’infrazione.

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