Se le notizie sull’asfalto e sulla sua improbabile capacità di trasmissione del coronavirus si sono rivelate una bufala, lo stesso non si può dire per altre superfici e materiali, sui quali il virus può resistere diverse ore e con i quali le nostre mani hanno maggiore probabilità di entrare in contatto. Una premessa è comunque doverosa: la forma principale della trasmissione del coronavirus è quella delle gocce che una persona infetta disperde starnutendo, tossendo oppure parlando. Premessa fatta, prendere qualche precauzione in più non fa male, dato che alcuni dei materiali che compongono le moto e gli scooter sono protagonisti di una ricerca scientifica pubblicata dal New England Journal of medicine.

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I materiali della moto

È vero che si tratta di analisi condotte in laboratorio - una situazione abbastanza diversa da ciò che avviene nella realtà - ma questo non ne mette in discussione la validità. In materiali in questione sono acciaio, rame e plastica che, in percentuali diverse per modello e marca, compongono la struttura di una due ruote. L’acciaio è uno dei materiali più usati, per esempio, per realizzare i telai. Secondo lo studio, il coronavirus sull’acciaio scompare del tutto dopo 48 ore.

Ci sono poi le materie plastiche, di cui spesso sono composti carene e caschi. Su questo materiale il virus perde forza dopo circa sette ore, ma se va definitivamente dopo 72. Infine, il rame, un materiale che interessa più le componenti interne delle moto, come i generatori. Qui il virus ha meno potenza, non può resistere per più di quattro ore e comunque non essendo parte di zone esposte della moto, è meno preoccupante.

I consigli

La raccomandazione che tutti fanno è sempre la stessa. Lavarsi le mani spesso, indossare i guanti il più possibile e disinfettare le superfici con cui si entra in contatto. Per chi usa la moto per andare al lavoro e la tiene fuori casa sarebbe buona abitudine armarsi di disinfettante o detergente. Anche se la cosa migliore, seppur difficile, sarebbe restare a casa e tenere la moto ferma fino alla fine di questa emergenza.

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