Un altro anno se ne va: i buoni propositi dei motociclisti per il 2022

Un altro anno se ne va: i buoni propositi dei motociclisti per il 2022

Ogni dicembre chiudiamo un capitolo della nostra vita e ne apriamo uno nuovo carico di entusiasmo ed energia. Ecco alcuni buoni propositi da fare pensando alla moto e sperando in un grande 2022

Nicolò Bertaccini

Ci siamo, è arrivato il periodo dell'anno in cui si ripensa a quanto fatto e si prendono impegni per il futuro, i buoni propositi. Si fa il bilancio e si definisce il budget, per dirla in termini manageriali. Tralasciamo la parte del bilancio, ormai Babbo Natale ha da tempo rinunciato a noi, concentriamoci sui buoni propositi.

FISSIAMOCI UN OBIETTIVO

Per definire i buoni propositi bisogna anzitutto avere un obiettivo, non ci si comporta bene senza avere un secondo fine, siamo onesti. Lo facciamo per ottenere qualcosa, come quando da ragazzini preparavamo le musicassette da 90 minuti con tutti i pezzi preferiti della compagna di classe che ci piaceva. Non agiamo mai senza un fine e il fine giustifica ogni impegno preso, lo diceva anche Macchiavelli.

Ovviamente, l'obiettivo di un anno intero non è uno solo, noi focalizziamoci sul tema moto. Diciamo che il nostro obiettivo per il prossimo anno è poter percorrere almeno il venti percento di km in più rispetto all'anno prima, di poterlo fare senza troppi vincoli, con belle giornate di sole e asfalti libidinosi, senza imbatterci in divieti e velox. Questo è quello che ci aspettiamo come contropartita, diciamo così. Bene, cosa siamo pronti a concedere, in cosa ci impegniamo?

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ALCUNE IDEE

Giochiamoci subito il jolly sicurezza. Potremmo impegnarci ad aumentare la nostra sicurezza in moto. Io consiglio a tutti, anche a quelli bravissimi, un bel corso di guida. Non fa mai male. Mai. Però, torniamo ai buoni propositi. Ci impegniamo ad avere sempre la moto in ordine, tenuta bene, gomme messe bene, pressione controllata ad ogni uscita. Ci impegniamo anche a tenerla pulita, perché una moto pulita è più facile da diagnosticare. Mettiamoci anche il casco, sempre pulito, la visiera ripassata anche quando ci fermiamo a pranzo. Sarebbe bello che ognuno di noi prendesse l'impegno di spendere in sicurezza quanto spende in inutili abbellimenti della moto. Del tipo, ogni euro speso in carbonio o in parti ricavate dal pieno, mettiamo a budget un euro per la sicurezza. A scanso di equivoci, un terminale aftermarket per me è considerato strumento per aumentare la sicurezza, farsi sentire è importantissimo. Possiamo metterlo a verbale.

Alziamo l'asticella

Vi faccio un'altra proposta: smettiamo di cercare sui social meccanici bravi e onesti, specialmente se l'aggettivo onesti lo usiamo al posto di economici. Pretendiamo ma ricordiamoci che i cani con la salsiccia non li lega nessuno. E poi pensiamoci, se facessero così con noi, con il nostro lavoro, ci verrebbe da mandarli a quel paese. Cerchiamo di essere noi clienti esigenti, anche molto esigenti, ma onesti.

Ecco un buon proposito per l'anno che verrà. Ci impegniamo tutti a recensire e commentare solo situazioni positive: ho mangiato bene, mi hanno risolto un problema, sono stati gentili, mi hanno trattato benissimo. Lo so che quando incappiamo in qualcosa di negativo ci sale la bile e vorremmo scrivere al mondo che siamo stati truffati, che qualcuno è venuto meno al sacro patto cliente-venditore, che non siamo stati trattati con la dovuta magnificenza. Però io penso che un buon proposito sarebbe disarmarci delle recensioni negative. Posiamo la tastiera e nessuno si farà del male. Anche riuscirci per solo sei mesi sarebbe un grandissimo inizio.

Postilla, limitiamo anche un altro commento molto diffuso, quello di etichettare come “vero” tutto quello che ci assomiglia. Non esistono motociclisti “veri” perché vanno in moto tutto l'anno, non esistono moto “vere” perché hanno più di 15 anni e ci ricordano com'eravamo e non saremo più. 

Ritorniamo a qualcosa di più abbordabile, prendiamoci l'impegno di stare sempre nella nostra corsia, anche quando non viene nessuno, anche quando abbiamo la visuale libera e vorremmo raccordare due curve, proprio quelle che ci vengono così bene, che ci danno così tanto gusto. Se dobbiamo raccordare due curve facciamolo a Misano e se andare in pista costa un botto raccordiamo due curve con le pit-bike che è divertente lo stesso.

Personalmente, ho deciso di perseguire un altro buon proposito: quello di parcheggiare considerando sempre anche gli altri. Ogni tanto in cima ai nostri amati passi troviamo moto parcheggiate in modi improponibili e spesso sono la conseguenza di un paio di parcheggi fatti a piazzale quasi libero della serie “non c'è nessuno la lascio qui”.  

Ultimo buon proposito, poi lascio a voi arricchire la proposta: impegniamoci a portare rispetto gli uni verso gli altri, non solo sulle patch e sugli adesivi, anche in strada. Quando raggiungiamo qualcuno più lento non c'è bisogno di “dargli una lezione” e superarlo staccando come foste Dovizioso allo Spielberg nel 2019. Aspettate il momento giusto e passatelo come fosse un cantiere sulla A1, senza creare pericoli inutili.

Ecco, direi che basta e forse avanza pure. Ci sono tante cose che possiamo fare per aumentare la sicurezza nella nostra passione e per aumentare il rispetto che abbiamo gli uni verso gli altri, al di là dei bellissimi proclami di fratellanza che ogni tanto vengono disattesi. Non dimentichiamoci mai di essere motociclisti, non dimentichiamocene quando non siamo in moto ma non dimentichiamocene neppure quando siamo in sella.

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