Le migliori Crossover Adventure 2022: ecco le regine del "21 pollici"

Le migliori Crossover Adventure 2022: ecco le regine del "21 pollici"

Abbiamo messo alla prova le migliori enduro sul mercato, schierate fianco a fianco in un’epica sfida tra asfalto e sterrato

Alessandro Codognesi e Andrea Toumaniantz

Negli anni ’90 si sognavano carene e semimanubri, le aziende sgomitavano per proporre modelli sempre più potenti e veloci. Oggi la faccenda è molto diversa. Il desiderio si è soltanto spostato verso mezzi più versatili e facili da gestire. Moto che ispirano avventure incredibili e viaggi sconfinati, in grado di affrontare qualunque genere di percorso. Le moto che corrispondono a questa descrizione sono le enduro di media cilindrata con cerchio anteriore di 21 pollici. Sono (o dovrebbero essere) leggere, hanno una buona dose di potenza e offrono un buon riparo aerodinamico. E in fuoristrada, con loro, ci si diverte per davvero. Abbiamo preso le migliori protagoniste del mercato e le abbiamo messe una contro l’altra, in una comparativa svoltasi in parte su strada, in parte in off-road. 

Ecco quali sono, come sono fatte e come vanno su strada e in off-road. Con il giudizio finale per eleggere la regina:

APRILIA TUAREG 660

Comparativa Crossover Adventure 21": Aprilia Tuareg 660

Comparativa Crossover Adventure 21": Aprilia Tuareg 660

Condivide la piattaforma con le "sorelle" RS e Tuono, ma l'enduro media della Casa di Noale esprime le sue qualità soprattutto sullo sterrato, senza disdegnare i lunghi viaggi e le pieghe sull'asfalto. Design essenziale con doppia carenatura, cerchi fuoristradali da 21 e 18", sospensioni a lunga escursione da 240 mm, bicilindrico da 80 cv e 70 Nm con erogazione più corposa ai bassi regimi

Guarda la gallery

Su strada:

Bassa da terra, leggera: la prima impressione a bordo della Tuareg è di poterla gestire facilmente. È una moto agile, immediata. Il manubrio largo permette di direzionarla con precisione e facilità. Ottima anche la posizione di guida. Il busto rimane eretto, le pedane sono centrali e ben distanziate dalla sella (le gambe non rimangono racchiuse). Di buon livello anche la protezione aerodinamica (anche se non è regolabile), le vibrazioni sono praticamente assenti a velocità autostradali. Il motore è tra i meno potenti: questo si traduce soprattutto in mancanza di coppia ai bassi regimi, mentre agli alti spinge con decisione. Bisogna tenerlo un po’ più in tiro degli altri per procedere spediti, anche rispetto al bicilindrico Yamaha (che è meno potente ma ha più coppia). È un motore che spinge senza strattonare.

Tra le curve la Tuareg diverte senza riserve grazie all’ottimo studio sulla ciclistica, una garanzia Aprilia: è una moto equilibrata, con i pesi (contenuti) messi nei punti giusti. Danza tra le curve facilmente, non richiedendo sforzo per girare (probabilmente è la più svelta a curvare). Si ha sempre una sensazione di leggerezza. Le sospensioni però hanno un’escursione accentuata e sono parecchio sfrenate: questo da una parte permette di volare su buche o asfalto rovinato (ottimo quando si incontra qualche radice o sporco a metà curva), dall’altra però non permette di guidare come su una sportiva, soprattutto in fase di frenata dove si avverte un grande trasferimento di carico.

Frenata peraltro buona, ben modulabile e all’occorrenza potente, aiutata anche dal poco peso. È una moto guizzante, che esalta le capacità del pilota fin dal primo metro. L’elettronica per l’utilizzo su strada è eccellente: è la più completa (unica a offrire la regolazione del freno motore), anche se il cambio elettronico non è il più rapido né il più preciso.

In off-Road:

Per la guida in off-road si capovolge tutto: quelli che su strada sono dei plus, qui, possono diventare solo degli inutili accessori. La potenza massima non è più un parametro così importante, contano molto di più cose come l’agilità, la trazione, la capacità di assorbire le buche. È evidente con la Tuareg, un preciso strumento di divertimento. A detta di piloti di diverse taglie ha l’ergonomia migliore per guidare in piedi. Il manubrio infatti è alto e molto largo e questo consente di avere un perfetto controllo nelle condizioni più critiche. Inoltre è stretta tra le gambe e la sua leggerezza è una caratteristica vincente. Gestire i suoi pochi chili, anche in situazioni fangose e in percorsi ristretti, è un vero gioco da ragazzi. È la moto che aiuta maggiormente il pilota a esprimere le proprie capacità perché riesce a mettere tutti a proprio agio, dal neofita al pilota. Le sospensioni morbide e a corsa lunga trasmettono tante informazioni e copiano bene le asperità; solo in condizioni estreme meriterebbero un sostegno maggiore. I freni rispondono con coerenza alle richieste del pilota.

Il motore si conferma ottimo in relazione alla cilindrata. Significa che la potenza agli alti regimi è di buon livello, ma ai medi e soprattutto ai bassi non ha la forza di alcune rivali per viaggiare sottocoppia nello stretto. Ha più potenza che coppia, mettiamola così. Questo, unito a un controllo di trazione piuttosto “guardingo”, limita la spinta nelle salite più impegnative, sui sassi smossi o quando si chiede motore per uscire da una situazione complicata. Anche le sospensioni hanno questa caratteristica: sono perfette per andare a un passo medio-spedito, ma quando si fa sul serio, soprattutto sul brutto, richiederebbero un setting più sostenuto. Se prevedete quindi un uso intensivo in off-road e siete già a un ottimo livello di guida, tenetene conto. In generale è una leggerissima e divertentissima moto da fuoristrada, facile fin dai primi metri, che non mette mai in crisi il pilota, anzi, lo aiuta.

Prezzo: da 11.990 euro f.c
Potenza massima: 50,86 kW (69,17 CV) a 9.600 giri/min
Coppia massima: 58,96 Nm (6,01 kgm) a 6.650 giri/min

Vel.Max: 187,3 km/h 
Consumi: Autostrada (km/l) 16,5 -Extraurbano (km/l) 21,6 - Autonomia* (km) 384
Peso con il pieno: 206 Kg

*calcolata in extraurbano

1 di 8

Avanti
  • Link copiato

Commenti

InMoto in abbonamento