Ducati Monster: storia di una moto che non c'era

Ad inizio anni '90 dalla matita di Miguel Galluzzi prese forma quella che per anni fu la regina delle naked. Stile e prestazioni l'hanno resa oltre che un best-seller anche una delle moto più iconiche della storia

William ToscaniWilliam Toscani

Pubblicato il 22 maggio 2020, 13:11 (Aggiornato il 22 maggio 2020, 22:38)

 

VERSATILE 600

Dal 1992 in poi di Monster se ne susseguirono varie versioni e clindrate. All’epoca per la versione 900 servivano circa 12.500.000 delle vecchie lire, non moltissimo per una Ducati, ma si pensò, data la grande accoglienza e il successo di vendite, di puntare a qualcosa di ancor a più abbordabile, anche in fatto di prestazioni. Ecco che nel 1994 arriva sul mercato la più versatile Monster 600 che divenne subito un best seller, risultando di fatto la versione più venduta di una storia ultraventennale.

In particolare venne apprezzata dai più giovani, dalle ragazze, o più in generale da chi, poco esperto, puntava a un mezzo bello esteticamente, ma senza quelle prestazioni super e poco gestibili che potevano mettere in crisi. La “piccola” Monster aveva dalla sua una potenza di 50 CV, ma manteneva intatte molte delle peculiarità della sorella maggiore. Nel dettaglio la 600 portava in dote una rivisitazione ad alcuni dettagli per renderla più accessibile anche da un punto di vista economico: via quindi particolari in carbonio, arrivava un singolo disco freno all’anteriore, il forcellone in acciaio in luogo di quello di alluminio e, data la minor potenza in gioco, la ruota posteriore di 4,5” con gomma 160.

TANTE VERSIONI UNICO CONCETTO

Successivamente arrivarono la versione 750, che debuttò nel 1996 con motore da 64 CV, dedicata a chi desiderava qualcosa di più della 600 ma senza avvicinarsi troppo alla vette delle 900. Nel 1999 la prima vera svolta tecnica con l’introduzione, nella cilindrata maggiore, del sistema di alimentazione ad iniezione elettronica a cui seguì qualche anno più tardi (siamo nel 2001) la versione S4, il nuovo riferimento della famiglia dei “mostri” bolognesi: motore derivato dalla sportiva 916 da 101 CV cerchi Marchesini a 5 razze.

Negli anni si aggiunsero varie versioni, dalla piccola 400 passando per la 800 fino alla focosa S4R con motore di 998 cc da ben 113 CV e accensione di tipo Twin Spark. Su questa versione arriva anche un forcellone monobrac- cio con design a traliccio. La S4R nel 2007 arrivò a toccare i 130 CV dichiarati grazie al nuovo motore Testastretta; nella versione SRS arrivarono anche forcella e mono marcati Ohlins.

 

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