Perchè i maxiscooter premium non sono più popolari? Ascesa e declino di un fenomeno culturale

È iniziato tutto con il TMax nel 2001 ed è stata una moda travogente. A distanza di oltre 20 anni però le crossover hanno preso il controllo del mercato
Perchè i maxiscooter premium non sono più popolari? Ascesa e declino di un fenomeno culturale

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 23 gennaio 2026, 11:28

Vi ricordate di quell'epoca non troppo lontana nella quale lo scooter iperprestazionale rappresentava uno status symbol e un cardine del mercato motociclistico italiano? Quel tipo di mezzo riusciva ad offrire comfort, praticità e prestazioni elevate in un unico prodotto, senza le complicazioni dell’uso motociclistico tradizionale come cambio e scomodità.

Un segmento nato quasi per caso per volere di un azzardo italo-giapponese e che, per oltre un decennio, ha saputo crescere e consolidarsi, diventando uno dei pilastri del mercato europeo delle due ruote. Avete probabilmente già capito a quale scooterone in particolare facciamo riferimento.

Il TMax ha creato il fenomeno

L’inizio di questa storia coincide con l’arrivo del Yamaha TMax, presentato nel 2001 come un maxi scooter progettato con criteri motociclistici. Telaio rigido in alluminio, distribuzione dei pesi accurata, motore bicilindrico e un comportamento dinamico allora inedito per la categoria. Il TMax ha così inaugurato non solo un fenomeno di mercato ma anche una nuova classe di prodotto, diventando un riferimento tecnico e culturale e imponendo l’idea che uno scooter potesse essere anche sportivo, preciso e appagante nella guida.

Negli anni successivi il segmento ha conosciuto una fase di espansione e sperimentazione, culminata con proposte estreme come il Gilera GP800, un progetto che ha portato il concetto di scooterone ai limiti, introducendo prestazioni da vera moto. Il GP800 ha rappresentato più un manifesto che un modello destinato a fare grandi numeri, ma ha segnato il punto più avanzato di una stagione in cui il mercato sembrava pronto ad accettare qualsiasi compromesso pur di avere “tutto in uno”, un po' quello che fanno le crossover ora, ma con forme e regole diverse.

Con le crossover è cambiato tutto

E, appunto, con l'ingresso delle crossover sul mercato l'epopea degli scooteroni iperprestazionali ha iniziato a vacillare. L’aumento generalizzato dei prezzi, il costo di gestione sempre più elevato e una progressiva sovrapposizione con il mondo motociclistico hanno iniziato a mettere in difficoltà il segmento. Mezzi sempre più sofisticati e costosi si sono trovati a competere non solo tra loro, ma con prodotti concettualmente diversi, capaci di offrire una narrazione più ampia a parità di investimento.

Le crossover, già a partire dagli anni '10, hanno progressivamente eroso il bacino di utenza tradizionale dei maxi scooter sportivi, che è principalmente quello di un utente modaiolo e poco legato a una particolare categoria a due ruote. Modelli come Yamaha TMax o Kymco AK 550 si sono ritrovati a confrontarsi con proposte che, pur mantenendo un’elevata fruibilità quotidiana e un prezzo sulla stessa fascia, promettono qualcosa in più sul piano della prestazione e potenzialità: la possibilità del viaggio, l’idea di versatilità, un’immagine più vicina all’universo motociclistico avventuroso ora sono elementi importantissimi per il motociclista all'ultima moda.

Nel frattempo, scooter crossover come Honda X-ADV stanno provando a creare un "mondo di mezzo" che sia un ponte di comunicazione fra quel che fu e quel che è, per rendere ancora appetibile il mondo degli scooteroni di grande cilindrata. In questo caso l'elemento fuoristradistico è più un elemento evocativo che strizza l'occhio all'utente alla moda, esattamente come 20 anni prima ha fatto il TMax con la sua sportività nell'epoca del dominio superbike del mercato. 

Sopra e sotto i 10k, crossover batte scooter

Anche il mercato degli scooter di media cilindrata sotto i 10.000 euro, storicamente dominato dai 300 e 400, sta subendo una pressione simile. Le crossover di piccola e media cilindrata, guidabili con patente A2 e proposte a prezzi sovrapponibili ai vari dell'immagine di ADV 350, Sym ADX TG 400, Peugeot XP 400, e qualche proposta cinese stanno intercettando una parte crescente di utenti che in passato avrebbero scelto uno scooter per praticità. Sono proposte che cercano di erodere quote di mercato alle moto e mantenere in vita il segmento degli scooter.

La realtà è che stiamo assistendo progressivamente perdita di centralità dello scooterone, stretto tra moto sempre più accessibili e prodotti ibridi che ne reinterpretano i vantaggi. Nonostante gli scooter siano ancora un pilastro del mercato nelle cilindrate da 125 a 300, i costosi, raffinati, efficienti e completi scooter di alta gamma subiscono troppo il dominio delle crossover. In un mercato che premia la versatilità percepita e la capacità di raccontare una storia, lo scooterone paga la sua natura di specialista quasi esclusivo della città.

Eppure il TMax resiste, seppur lontano dai numeri di una volta, e come lui anche l'Honda Forza 750. Per uno zoccolo duro di appassionati del mezzo è un oggetto razionale e coerente che unisce prestazioni sorprendenti, comfort e utilizzo quotidiano senza compromessi, ma di fatto non è più una scelta di tendenza e ha smesso di essere un simbolo, trascinando con sè anche tutti i suoi concorrenti diretti. 

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