Ducati e la rivoluzione Monster, un anno dopo: mossa riuscita?

Ducati e la rivoluzione Monster, un anno dopo: mossa riuscita?

Dai dati diramati dalla casa bolognese la versione completamente nuova della iconica naked è risultata uno dei modelli più apprezzati. Nonostante lo scetticismo iniziale. Il nuovo "mostro" quanto ha convinto? Ecco il nostro parere

Redazione - @InMoto_it

DIEGO D'ANDREA (GIORNALISTA E TESTER): Moto riuscita, ma vorrei Hulk e non un cronografo svizzero

La nuova Monster va forte in tutto il mondo ma in Italia non ha stravenduto.
Poco importa, in un mercato globalizzato, alla fine ciò che conta sono solo i numeri complessivi; e la strategia Ducati, in tutta evidenza, risulta vincente. Bravi!
Ma non bisogna nascondersi dietro a un dito: non fare il botto con un modello così iconico nel Bel Paese - dove la moto è un fenomeno culturale importante, fatto di gente appassionata, competente (ed esigente) - è un qualcosa con cui si deve comunque fare i conti. Ancora di più se il “Bel Paese” è anche il tuo, di paese; proprio come in questo caso.

Partiamo da una premessa. La nuova Monster è una moto riuscita e bella da guidare. Il motore, in particolare, fa la differenza. La ciclistica, invece, non mi convince fino in fondo: trovo le sospensioni poco sostenute, e a quel prezzo si poteva pensare sicuramente a una forcella regolabile per un feeling migliore con l’avantreno. Si può comunque affermare serenamente che la moto va bene. È un mezzo riuscito.
E allora qual è il problema? Come mai la naked Ducati non spopola lungo lo Stivale?

Forse nel progettare questa nuova versione si è badato troppo alle prestazioni, e troppo poco alle sensazioni. Perché quello che ti dava una Monster 1200 di qualche generazione fa - in termini di arroganza, muscolarità, personalità e piacere del possesso - questa, che è più facile, perfettina, e va tanto meglio… se lo sogna. E per una moto che si chiama Monster - Mostro! - certi aspetti non sono poi così trascurabili: se compro una moto con un nome così, voglio l'incredibile Hulk, non certo un cronografo svizzero.

Prendiamo poi l’argomento più controverso: l’infinita querelle “traliccio sì, traliccio no”. Di tecnico ha davvero ben poco: la nuova Monster con telaio front frame è più performante in tutto, punto e basta. Ma se si toccano altre corde - come per esempio quella dell’identità - non si può prescindere dalla sensibilità di chi, oltre che motociclista, si sente prima di tutto ducatista. Succede spesso con brand così forti e passionali. Quella che si sviluppa è una forma di attaccamento morbosa agli elementi caratterizzanti: l’architettura del motore, il tipo di telaio, una colorazione simbolo. Il traliccio, in particolare, bello e dal sapore artigianale, dà effettivamente alla moto una allure factory, d’impatto, che quest’ultima evoluzione non ha.

Insomma, in certi casi la scheda tecnica è un argomento che vale fino a un certo punto, e  il “com’è” conta tanto quanto il “come va”. Ed è un punto di vista che va rispettato: siete così sicuri che le sensazioni date dal possesso di un mezzo di carattere - il semplice guidarlo, compresi i difetti che poi finisci per amare - valgano meno dell’andar forte fine a se stesso? Del primeggiare in una comparativa?

Queste sono moto baby, mica smartphone!

Video-prova Ducati Monster 2021: è sempre lui?

Video-prova Ducati Monster 2021: è sempre lui?

Per esprimere un giudizio sereno sul nuovo Monster, piaccia o no, è fondamentale sganciarsi da tutto ciò che lo ha preceduto. Guardarlo con occhi nuovi. Perché è chiaro: rispetto al passato, è innegabile una certa “de-caratterizzazione”, tanto estetica, quanto tecnica, figlia di scelte inedite che chiudono un’epoca. Insomma, questa è una moto totalmente nuova, ma con un nome “vecchio”; e così va guardata e giudicata. In questa video-prova vi raccontiamo come cambia, e soprattutto, come va, il nuovo Ducarti Monster 2021.

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