Che tipi, i Guareschi! Entri nella loro concessionaria-officina, a Parma, e ti accolgono con il sorriso più bello del mondo: sono entusiasti di fare quello che fanno, si vede. E quando ci metti l’entusiasmo, nel fare le cose, non può che uscirne una bella storia. Il lavoro non è più lavoro, ma divertimento, e così è per loro: in officina trascorrono metà della loro vita, forse più, l’altra metà la spendono tra piste e tempo libero. Dove parlano di moto.

Tutto merito del padre, Claudio, fondatore della concessionaria e fine preparatore di moto da gara, rigorosamente Moto Guzzi. Ora Claudio non c’è più ma l’azienda è comunque in eccellente stato di salute grazie alla dedizione e alla competenza dei figli. Un luogo della memoria zeppo di trofei, moto in lavorazione, attrezzi sparsi e posati da poco. C’è anche un magazzino, un archivio infinito di ricambi per qualunque modello di Guzzi, anche quelle che abbiamo dimenticato. E poi ci sono le foto, che tappezzano un po’ tutti i muri: lì c’è Vitto in piega con la Ducati MotoGP (è stato collaudatore ufficiale dal 2001 al 2009), di là Gianfranco che alza una coppa. Meccanico e pilota, le due figure si alternano in entrambi, ma forse è Vitto il più matto. Loro lo sanno ma non lo dicono, io però lo intuisco; sarà per le basette, chi lo sa...

Tra i due però non ci sono invidie né attriti. Ognuno ha la sua vita, il suo ruolo e le sue mansioni, un gioco di squadra che funziona come una catena ben lubrificata. Basta osservarli mentre discutono. Un bell’esempio di azienda famigliare: Vittoriano e Gianfranco hanno realizzato un vero e proprio reparto corse (GC Corse) dedicato specificatamente alle moto di Mandello. Realizzano telai, elaborano motori e regolano sospensioni per dare più grinta alle Guzzi, di oggi e di ieri.

 Non smetteremo mai di consigliare

“Da quanto tempo lavorate qui?”

“Si può dire da sempre. Abbiamo avuto la fortuna di entrarci fin da bambini, qui dentro. Correvamo tra i pezzi di ricambio e i banchi da lavoro, nostro padre ci ha sempre portati con sé. E quando sei piccolino magari non impari, però osservi e assorbi tutto, come una spugna; quando cresci invece capisci cosa è cambiato. Ad esempio il cliente, molto diverso rispetto a 30 anni fa. Oggi arriva in concessionaria già preparato, con tutte le informazioni che ci sono a disposizione. Prima il mestiere di vendere era un po’ diverso.

"Al cliente la moto gliela raccontavi praticamente da zero perché spesso non aveva idea di cosa acquistare. Adesso invece si spiega la tecnologia, che ormai è tantissima. Per spiegare tutte le funzioni della V85TT ci metti 20-25 minuti buoni: tra mappe, controllo di trazione, ABS, il cruscotto con tutte le informazioni... Quello che però non smetteremo mai di fare è consigliare. Tempo fa arrivò un cliente che voleva una California, ma non aveva esperienza di guida. Io gli consigliai di iniziare con una V7 e poi semmai passare alla California dopo aver accumulato un po’ di chilometri. Ha seguito il mio consiglio ed è rimasto soddisfatto due volte: per il percorso che ha intrapreso e per aver posseduto due moto diverse! Questo ti fa capire quanto ci teniamo al cliente, un insegnamento di nostro padre. Ci diceva sempre “il cliente che paga 10 euro e quello che te ne lascia 1.000 vanno trattati con la stessa cura; il primo, al momento, non ne ha di più. Quello che te ne da 1.000 invece è perché può darti 1.000”. Per noi il rispetto delle persone è fondamentale, a prescindere da quanto ci portano”.

“E GC Corse che cos’è?”

“Ah, preferisco che te ne parli Vitto! Vitto, ci sei?”

Ci raggiunge, le mani unte di grasso, e dà il cambio a Gianfranco, che da parte sua si tuffa nel lavoro iniziato dal fratello: una Guzzi Le Mans per ora composta esclusivamente da telaio e motore. Ma siamo certi che presto brillerà come una splendida fenice. 

“Vitto, dicevamo: com’è nato GC Corse?”

“Beh sai, noi le corse le abbiamo nel cuore da sempre, ma devo farti una premessa: non pensare che l’officina sia un ripiego. Ti racconta questa: quando mio fratello ha vinto la Battle Of the Twins a Daytona con la MGS-01 è tornato a casa per festeggiare. Passa in officina, saluta tutti con l’aria vittoriosa, arriva mio padre e gli fa: “Ok, sei stato bravo, complimenti. Però adesso vatti a cambiare che c’è da fare il tagliando a una Stelvio”. Siamo felici che ci abbia cresciuto così. Detto questo, GC Corse è nato spontaneamente. Io ho sempre corso con qualunque moto ma mai con Guzzi. Ed era il mio sogno da sempre, perché ci sono nato dentro. Abbiamo cominciato con la Le Mans 1, la moto di nostro padre che vedi laggiù in vetrina. L’abbiamo ricostruita dopo che era stata abbandonata da molti anni, ci siamo iscritti a uno dei tanti campionati vintage endurance e per poco non lo abbiamo vinto! L’anno dopo abbiamo utilizzato una Le Mans 2, questa volta preparata come si deve, e abbiamo vinto tutte le gare. È da lì che sono arrivati tutti i guzzisti, in maniera completamente naturale perché fino ad allora non avevano un riferimento. Li abbiamo raggruppati senza cercarli”

COME ABARTH PER LA FIAT

“E il Trofeo Moto Guzzi Fast Endurance è seguito a ruota?

“Esattamente. 3 anni fa abbiamo presentato la moto in EICMA e a marzo è nato il trofeo. Ma tutto è iniziato quando abbiamo vinto il campionato. Abbiamo cominciato a parlare con la Federazione, dicendogli che volevamo coinvolgere Moto Guzzi con la formula endurance. Ci piaceva la V7 perché funzionava bene, aveva del potenziale per la pista. La Federazione poi è stata brava a organizzare tutto: si sono incontrati con i vertici dell’azienda al Mugello, durante il round della MotoGP, e da lì le cose sono andate avanti. Ora il Trofeo è ufficiale Moto Guzzi ma è nato da una nostra intuizione: siamo molto orgogliosi”.

“E da grandi cosa farete? Avete in ballo altri progetti?”

“Intanto vogliamo migliorare il trofeo Fast Endurance, mettere a posto due o tre cose e magari riuscire a portare ancora più moto in pista. Poi stiamo trasformando la V85TT (qui i primi risultati nel Campionato Motorally, ndr) perché non ci piace solo la pista: vogliamo partecipare a qualche gara di enduro con le bicilindriche. E magari più avanti nascerà un kit per tutti. Il nostro obiettivo è diventare la parte special di Guzzi, un po’ quello che è Abarth per Fiat. Abbiamo sempre pensato di non fare il passo più lungo della gamba ma al tempo stesso non bisogna porsi dei limiti, altrimenti dov’è il divertimento?”.

Essere "Guzzista": cosa significa?