Essere "Guzzista": cosa significa?

Tra le comunità di appassionati più strette e calorose, c'è senza dubbio quella dei Guzzisti, un gruppo di motociclisti che ha costruito attorno al mito della Moto Guzzi uno stile di vita controcorrente e ricco di orgoglio

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 28 giugno 2021, 19:38 (Aggiornato il 28 giugno 2021, 17:45)

Abbiamo già parlato di Ducatisti e Harleysti come le comunità motociclistiche più diffuse e conosciute, ma nel mondo è diffuso in maniera capillare anche il Guzzismo: movimento motociclistico/religioso che si basa sul culto dell'oggetto Moto Guzzi in modo intenso e condiviso, con un particolare tratto anticonformista e una grande passione per lo stare in gruppo e mangiare bene.

Guzzisti si è, per principio

Il guzzista è definibile tale da prima di avere una Guzzi, infatti solo il fatto di aver scelto questo marchio è la palese espressione di un carattere controcorrente che si separa dalle mode più diffuse per andare a cercare l'oggetto distintivo che possa mostrare al mondo una forte identità. Di recente la Moto Guzzi - con l'avvento della V7 - è entrata in un segmento di mercato più mainstream, ma lo zoccolo duro della produzione - e la stessa direzione dell'azienda - è quella di porsi come alternativa ai best seller del mercato rimarcando con orgoglio la distanza da tutto il resto. E se le cose sono ancora così è principalmente perchè il guzzista è una persona che a questa distinzione tiene particolarmente.

Come il ducatista, anche il Guzzista è attaccato alla tradizione e non accetta altro all'infuori del bicilindrico a V trasversale. Questa è forse l'unica vera regola del guzzismo, ma è rigida e incontrovertibile: non può esistere una guzzi con un'architettura meccanica diversa da questa. Già De Tomaso provò a ribaltare il dogma offrendo una serie di Guzzi con motori a 2 e 4 cilindri in linea fra gli anni '70 e '80, con il risultato di una rivolta popolare e un fallimento sfiorato per un soffio, che ha costretto la direzione a ritornare sui suoi passi e rimettersi a produrre moto con un cilindro a destra e uno a sinistra.

Amore e odio

Il Guzzista ha un rapporto intimo e viscerale con la Moto Guzzi, tanto che potremmo descriverlo come se fosse una relazione da romanzo rosa o telenovela. E' un costante tira e molla fra una passione travolgente e fortissima e momenti di sconforto e rifiuto, dovuti più che altro al fatto che il guzzista è da sempre in mezzo ad un limbo: vorrebbe vedere la sua marca preferita come riferimento del mercato in tutti i segmenti, con un listino nutrito e capace di portare a tutti il Verbo del V trasversale, ma non vorrebbe avere una Moto Guzzi banalizzata, plasmata per le masse e sulla bocca di tutti perchè perderebbe quella caratteristica anticonformista e di "alternativa" che gli è tanto cara.

Ed è per questo che il guzzista si lamenta sempre di come l'azienda non investa abbastanza, di come Piaggio stia gestendo il marchio, di come i nuovi prodotti non siano allo stesso livello tecnologico di BMW o Ducati e di come il mondo non sia capace di apprezzare quello che veramente Moto Guzzi rappresenta per il motociclismo. Salvo poi andare in garage e fermarsi a guardare l'infinita bellezza della sua Guzzi, accenderla e ringraziare il giorno in cui Giorgio Parodi e Carlo Guzzi decisero di aprire una fabbrica di moto a Mandello del Lario.

Peace and Love... più o meno

Altra caratteristica del guzzismo è che si tratta fondamentalmente di un movimento pacifista. Il guzzista si mette di tanto in tanto contro mamma Guzzi, ma quasi mai contro gli altri marchi, e proprio perchè è conscio di far parte di una comunità motociclistica dalla forte identità, non si preoccupa di mischiarsi agli altri motociclisti. Guidando quel particolare mezzo sta già comunicando al mondo quella che è la sua visione della vita, e non c'è bisogno di entrare in discussioni da bar contro altri marchi. 

L'unica leggera antipatia diffusa tra i guzzisti è quella verso BMW, principalmente perchè condivide con Guzzi la stessa filosofia di marchio "touring" ed è senza dubbio il non plus ultra in termini di tecnologia e offerta al pubblico. Per descrivere il dualismo BMW/Moto Guzzi possiamo pensare al marchio bavarese come la ragazza più bella/educata/preparata e gentile della classe, quella perfettina a cui tutti corrono dietro, mentre la Casa di Mandello è quell'altra ragazza, un po' eccentrica e sempre sulle sue, che non veste mai alla moda e che non prende sempre voti alti nei compiti in classe, ma che ha un fascino intrinseco che solo in pochi "eletti" possono apprezzare. I guzzisti questa cosa la sanno bene, e sono molto orgogliosi dei loro gusti e delle loro scelte.  

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