Con l’entrata in vigore della normativa Euro 5, a partire dal 1° gennaio 2021 non sarà più possibile immatricolare ciclomotori e motocicli omologati Euro4. ANCMA sta chiedendo uno slittamento di almeno 6 mesi delle scadenze, anche per via dello stop generato dall’emergenza Coronavirus, che rischia di far rimanere invenduti grandi quantitativi di moto e scooter Euro 4. Non è ancora definito fino a quando gli Euro 4 potranno essere utilizzati, ma di fatto, prima o poi, lo Scarabeo Aprilia 50 si prepara dovrà in pensione dopo quasi 30 anni.

Realizzato da quell’Aprilia che faceva capo a Ivano Beggio, è diventato subito un prodotto di successo, per la sua caratteristica di coniugare la protettività delle carenature tipiche degli scooter con le ruote alte. Nel tempo, è diventato un successo di mercato, una vera e propria icona, capace di varcare i confini nazionali e tuttora è il quarto ‘cinquantino’ più venduto in Italia.

La storia

La storia dello Scarabeo Aprilia inizia esattamente trent’anni fa: correva infatti il 1990 quando dalla ricerca “Studio per una City Bike” venne realizzato il primo bozzetto, che però era molto diverso: aveva il tunnel centrale, ruote a sezione larga e la forcella anteriore monobraccio.

Poi arrivarono due progetti, firmati da Giuseppe Ricciuti, designer di tutti gli Scarabeo: il primo ha sospensioni tradizionali, ruote di sezione inferiore e tunnel centrale; il secondo perde il tunnel e prevede ruote a sezione inferiore e diametro maggiore. Il 18 maggio del 1992 viene presentata la maquette da cui nascerà lo Scarabeo definitivo. Inizia, a questo punto, un lavoro ingegneristico di circa un anno: Scarabeo è, tra l’altro, il primo veicolo Aprilia su cui è stato estensivamente usato il nello sviluppo tecnico.

Nel settembre del 1993 a EICMA avviene la presentazione ufficiale. Per la verità un altro Scarabeo in casa Aprilia c’era già stato, ma era una moto da cross di piccola cilindrata.

L’innovativo scooter viene battezzato così perché sembra benaugurante. E, in effetti, lo Scarabeo  diventa subito ‘alla moda’: maneggevole, leggero e dai consumi ridotti, non fa fatica a conquistare generazioni diverse con le sue linee tondeggianti e un po’ retrò e una vasta gamma di colori per la carrozzeria abbinati a sella e manopole diverse. Le sue caratteristiche ne decretano il successo anche tra il pubblico femminile.

Tra il 1994 e il 1998 lo Scarabeo 50 domina il mercato, e arriva in varie colorazioni, ma anche con innovazioni tecniche come ad esempio il freno al disco.

La famiglia Scarabeo

Ventuno anni fa, ovvero già nel 1999, nascono i fratelli maggiori: lo Scarabeo 125 e 150 presentati a Lisbona.

Successivamente arriveranno anche le versioni 200, 250, 300, 400 e 500, con tre diversi tipi di telaio, n base alle cilindrate.   

Nel 2005 Scarabeo festeggia quota 250.000 unità targate, ma nel contempo Nasce anche una nuova versione del 50 cc, denominata “Graphic”.

Insomma, lo stile dello scooter veneto conquista, in tutte le sue fogge e cilindrate, il suo stile diventa iconico e  la famiglia dello Scarabeo è ora talmente ampia da meritare un brand a sé stante, facente parte del Gruppo Piaggio ma non più legato ad Aprilia.

Oggi lo Scarabeo è arrivato ha superato la quota di 750.000 esemplari venduti, nelle varie cilindrate.

Attualmente il 50 esiste in versione Street a 2 tempi o con motore 4 tempi a 4 valvole, in tanti diversi colori. I leggeri restyling nel tempo sono sempre stati accorti, e non hanno snaturato la sua essenza, che lo ha reso famoso. 

La versione a 4 tempi rappresenta lo state dell’arte della tecnologia: nasce per essere ‘pulito’ nelle emissioni, ma non riuscirà a rientrare nelle stringenti normative Euro 5. Per questo, dopo quasi trent’anni di onorato servizio, anche lo storico Scarabeo 50 dovrà andare in pensione.

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