Honda, nuova V4 in arrivo? Un mito potrebbe rinascere: i pro e i contro

La Casa di Tokyo esplora un nuovo motore 4 cilindri a V moderno, compatto e tecnologico. La domanda è: per riportare in vita la VFR? Capiamo cosa bolle in pentola

William ToscaniWilliam Toscani

Pubblicato il 15 dicembre 2025, 14:50 (Aggiornato il 15 dicembre 2025, 16:16)

La Honda VFR ha segnato un’epoca nel mondo delle sport-tourer carenate. Dalla sua nascita negli anni ’80, questo modello è diventato un punto di riferimento per chi cercava una moto capace di combinare comfort di guida, prestazioni sportive e affidabilità. Il suo motore V4, in particolare, è stato il cuore pulsante di una leggenda: coppia piena a tutti i regimi, sonorità inconfondibile e una risposta pronta che ancora oggi fa battere il cuore agli appassionati.

Modelli come la VFR750F e la VFR800 hanno incarnato la filosofia del “tuttofare”: agile in città, stabile sui lunghi viaggi e brillante in curva, grazie anche soluzioni come il V-Tec. La Casa di Tokyo - ricordiamo - è forse il marchio che più ha contribuito a evolvere il V4, trasformandolo da layout poco più che sperimentale a motore di riferimento. 

 

Motore V4 Honda: ecco le novità brevettate

Honda ha brevettato di recente un motore V4 più compatto e efficiente rispetto all'ultimo 1200 piuttosto ingombrante: il circuito dell’olio è ridisegnato con serbatoi ausiliari per ottimizzare lubrificazione e ridurre attriti; un nuovo metodo di assemblaggio della testata che semplifica il montaggio e diminuisce gli spessori del basamento; infine, il sistema di raffreddamento con tubi all'interno della “V” tra le bancate dà la priorità ai cilindri posteriori, punto critico dei V4 nel mantenere le temperature sotto controllo.
I vecchi VFR 759/800 avevano cilindri a 90° e albero a 180°, con vibrazioni compensate da un contralbero di bilanciamento. I nuovi brevetti Honda mostrano un angolo dei cilindri non chiaro ma - dal disegno - ipotizziamo un angolo probabilmente più vicino a 90° che ai 76 (nel precedente V4 1200 i cilindri erano distanziati proprio di 76 gradi), promettendo così un sound diverso dai V4 Aprilia (65°) e Ducati (90°).

L’obiettivo sembra chiaro: mantenere l’identità del V4, con il suo carattere, senza sacrificare prestazioni e rispetto delle normative sulle emissioni. Il motore V4 rimarrebbe così non solo un cuore per una futura VFR, ma anche un elemento distintivo in grado di differenziarlo dalla concorrenza.

Tradizione e fascino del V4

Il motore V4 è molto più di una soluzione tecnica: è un simbolo di identità. La sonorità caratteristica, la risposta pronta all’acceleratore e la distribuzione della coppia conferiscono un’esperienza di guida gasante, difficilmente replicabile da altre tipologie di configurazione.

La ipotetica VFR potrebbe così coniugare il meglio dei due mondi: prestazioni sportive, comfort per il touring e una tecnologia moderna che garantisca sicurezza e affidabilità. Questo equilibrio potrebbe attrarre non solo gli appassionati storici, ma anche nuovi motociclisti alla ricerca di una sport-tourer elegante e performante.

Honda V4, ipotesi VFR: perché no e perché invece... si

Negli ultimi anni il mercato delle stradali carenate ha visto un calo di interesse. Le moderne crossover con elettronica avanzata, protezioni integrate e assetti adattabili, hanno catturato l’attenzione dei motociclisti, offrendo comfort e versatilità a scapito delle sport-tourer classiche carenate. Hanno trasformato il concetto stesso di touring sportivo, rendendo le GT stradali carenate un segmento di nicchia. 
In questo contesto, l’eventuale ritorno di una VFR rappresenterebbe però un - forte - richiamo al passato, ma anche una sfida per Honda: puntare su un pubblico fedele, pur limitato, con un prodotto capace di unire tradizione, innovazione e performance.

I brevetti Honda indicano una serie di innovazioni pensate per rendere il motore più compatto e leggero, migliorando maneggevolezza e dinamica. Inolre, i più recenti istemi elettronici avanzati come ride-by-wire, ABS cornering, cruise control adattivo e modalità di guida personalizzabili potrebbero rendere la nuova VFR un modello moderno e competitivo, sia per la città che i lunghi viaggi.
Inoltre, la compattezza del motore V4 brevettato potrebbe permettere di trasferire questa tecnologia ad altri modelli Honda: naked (meno probabile vito l'arrivo del tre cilindri a V), sportive (una prossima SBK?) o crossover (dopo Crossrunner e Crosstourer).

Conclusioni

In sintesi, il possibile arrivo di una VFR V4 (ipotizziamo 2-3 anni?) rappresenta una sfida affascinante: riportare in auge un mito del passato, aggiornandolo alle esigenze di oggi.
 

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