Ducati lancia la sua sfida: ecco la DesertX

Ducati lancia la sua sfida: ecco la DesertX

Un’interpretazione moderna delle linee della maxi enduro degli anni ’90, sfoggia un look dakariano appoggiato su ruote da 21” e 18”, oltre al motore Testastretta 11° di 937 cc e 110 CV di potenza

Verrebbe da dire “botta e risposta”. Se MV suona le sue trombe con la Lucky Explorer 9.5, Ducati agita le sue campane con la DesertX. Una sfida a colpi di leggenda quella tra i due marchi nostrani che, dalla blasonata enduro Elefant, vittoriosa tra le dune d’Africa a cavallo degli anni ‘80 e ‘90, tirano fuori due moto che sfoggiano tecnologia e fascino d’antan. 

Il progetto DesertX nacque nel 2019 quando Ducati presentò ad EICMA il concept. Venne subito apprezzata l’idea di una moto che richiamasse il fascino della Dakar facendo sponda su un brand monumentale come quello Elefant/Lucky Explorer e che fa bella mostra di sè nella moto esposta al museo Ducati.

DUCATI DESERTX: COME è FATTA

Lo schema adottato per la ciclistica della nuova Ducati DesertX prevede un  telaio a traliccio in acciaio, che lavora in combinazione con sospensioni a lunga escursione adatte anche nel fuoristrada più impegnativo. L’ottimizzazione di tutti i componenti ha portato alla realizzazione di una moto con un peso a secco di 202 kg. Le scelte compiute sul piano della ciclistica puntano a fare della DesertX una moto facile da guidare e in grado di trasmettere feeling e sicurezza su ogni tipo di percorso, anche quelli più avventurosi.

Sul piano delle sospensioni, spiccano la forcella Kayaba a steli rovesciati da 46 mm di diametro e 230 mm di escursione e regolabile in compressione, estensione e precarico. Anche il monoammortizzatore, sempre Kayaba, è regolabile in compressione, estensione e precarico e, abbinato al forcellone in alluminio, con una corsa della ruota posteriore di 220 mm. Generosa la luce a terra che si attesta sui 250 mm, valore importante per la guida off-road più spinta. 

La DesertX monta ruote a raggi di 21 pollici all’anteriore e 18 pollici al posteriore avvolte da pneumatici di primo equipaggiamento Pirelli Scorpion Rally STR, con misure 90/90 e 150/70 e, grazie alla doppia omologazione, si possono montare anche coperture più stradali. 

L’impianto frenante è dotato di funzione di ABS Cornering. L’anteriore è caratterizzato da pinze radiali monoblocco Brembo M50 a 4 pistoncini da 30 mm di diametro, pompa assiale con leve regolabili e doppio disco di 320 mm con flange in alluminio. Al posteriore troviamo invece un singolo disco da 265 mm di diametro su cui lavora una pinza flottante a doppio pistoncino, sempre Brembo.

FOCUS SULL'ERGONOMIA

Il serbatoio da 21 L - e la possibilità di montarne uno aggiuntivo da 8 L dietro - consentono una lunga autonomia. La capacità di carico è di 120 L, tra borse e top case in alluminio. Particolarmente curato l'aspetto relativo all'ergonomia: il triangolo sella-pedane-manubrio guarda molto alla guida in piedi tipica dell'off-road ma vuole, giustamente, offrire grande comodità anche nella guida su strada. Ne deriva alla fine una moto con una zona di calzata estremamente snella e superfici molto raccordate. La sella inoltre è posizionata a 875 mm da terra, ma l'altezza può essere ridotta montando la sella ribassata (disponibile come accessorio) e può scendere ulteriormente installando il kit sospensioni ribassate (anch'esso disponibile come accessorio).
Importante sotto il profilo del comfrot è la gestione del calore, che è studiata nel dettaglio da tecnici bolognesi che hanno realizzato diverse aperture per agevolare i flussi di aria fresca, mentre la protezione aerodinamica è assicurata dalla grande cura riposta nella definizione di forma e dimensioni del plexi di primo equipaggiamento e di quello accessorio, ancora più protettivo.

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MOTORE TESTASTRETTA: LE NOVITÀ

A spingere DesertX 2022 è il Testastretta a distribuzione desmodromica raffreddato a liquido da 937cc e dalla potenza di 110 cv e 92 Nm di coppia (sarà disponibile anche in versione da 35 Kw per chi ha la patente A2). Motore che è stato però ottimizzato per migliorare la guidabilità specifica di questo modello. E Ducati lo ha fatto aggiornando il cambio, la cui rapportatura è stata complessivamente accorciata su tutte le marce fino alla quinta per garantire il miglior comportamento in fuoristrada. Prima e seconda marcia, in particolare, sono molto più corte rispetto agli altri modelli equipaggiati con il Testastretta, per agevolare le fasi di guida a bassa velocità di alcuni passaggi difficili tipici dell'utilizzo in off-road. In compenso, la sesta marcia è adeguatamente lunga per favorire l'uso autostradale della moto mantenendo regimi di rotazione contenuti, che consentono di limitare il consumo di carburante e di aumentare il comfort.

RIDING MODE E POWER MODE

La Ducati DesertX 2022 ha 6 Riding Mode - Sport, Touring, Urban, Wet, Enduro e Rally -, che lavorano in combinazione con i 4 Power Mode che modificano potenza e prontezza di risposta del Testastretta: Full, High, Medium, Low. Ciascun Riding Mode può cambiare il carattere della moto a seconda delle scelte del pilota, agendo sui livelli di intervento dei vari controlli elettronici: Engine Brake Control (EBC), Ducati Traction Control (DTC), Ducati Wheelie Control (DWC), Ducati Quick Shift (DQS) Up & Down e ABS Cornering.

DOTAZIONI

Ducati DesertX |FOTO

Ducati DesertX |FOTO

Il progetto DesertX è nato nel 2019 quando Ducati ha presentato al pubblico il concept, generando una reazione forte e positiva da parte dei motociclisti di tutto il mondo. Questo importante riscontro ha dato la spinta alla Casa di Borgo Panigale per trasformare quel concept in una moto che guarda alle dune dei deserti, gli stretti sentieri fuoristrada, le strade sterrate e ai passi di montagna

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Tra le dotazioni, spicca il display TFT a colori da 5" ad alta risoluzione integrato con il Ducati Multimedia System con cui è possibile connettere lo smartphone. Il gruppo ottico è full-LED: il doppio proiettore anteriore ha due moduli poliellissoidali bi-funzione con Daytime Running Light (DRL), mentre il faro posteriore è dotato del Ducati Brake Light, un sistema che in caso di frenata brusca attiva automaticamente il lampeggio della luce posteriore per segnalare la condizione di improvviso rallentamento ai veicoli che seguono, dando maggior sicurezza al pilota.

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