Lucky Explorer Vs. Ducati Desert X: due 'Elefant' nella stanza

Lucky Explorer Vs. Ducati Desert X: due 'Elefant' nella stanza

Da un lato c'è la Desert X di Ducati, che si ispira alla endurona degli anin '80 e '90 nel motore, nel "vibe" e nei colori, dall'altra il progetto Lucky Explorer di MV Agusta che - dal nome - suggerisce la storica dakariana. Nella stessa stanza staranno stretti?

Riassumo in breve quello che sta succedendo: sia Ducati che MV Agusta hanno deciso di lanciare, nello stesso periodo, una moto ispirata alla storica Cagiva Elefant, moto che ha fatto la storia nella Parigi-Dakar e che ha conquistato il cuore di tantissimi appassionati negli anni '90. La situazione è piuttosto bizzarra perchè - a memoria - non era mai successo che due grossi marchi si ispirassero contemporaneamente a una moto storica di un'azienda terza e alle nostre orecchie suona anche come una sfida a chi urla più forte "La Elefant è roba nostra!". Per capire il perchè di questa faccenda, bisogna tornare indietro a quegli anni, perchè sia Ducati che MV hanno tutto il diritto di sfruttare l'immagine dell'elefantessa dakariana.

Desert X, il tributo di Ducati alle Dakar vinte con il motore Desmodue

La Desert X nascerà sulla piattaforma di media cilindrata della Scrambler e il prototipo visto a EICMA due anni fa si ispira chiaramente alla Elefant: cupolino tipico anni '90 con i due fari tondi affiancati e colorazione bianca con stripes nero/oro/rosso a richiamare i loghi della Lucky Strike, sponsor tabaccaio che ha accompagnato la Cagiva nelle diverse edizioni del raid. Nei primi anni '90 Ducati era il fiore all'occhiello del Gruppo Castiglioni, che era proprietario anche di altri marchi tra cui Cagiva (CAstiglioni, GIovanni, VArese), vera e propria capostipite della produzione motociclistica del gruppo. 

Per l'avventura dakariana, i Castiglioni avevano deciso di realizzare una moto Cagiva ma dotandola del motore Desmodue da 900cc delle Ducati dell'epoca: era un perfetto compromesso fra prestazioni sportive e capacità di rendere al massimo a regimi medio/bassi, per questo adatto a una moto da raid che potesse essere in grado di vincere. Infatti questo motore vinse due edizioni (1990 e 1994) ed è logico vedere un tributo del genere con marchio Ducati. Loro il motore, loro la gloria

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