Parlare di Normandia significa innanzitutto parlare dello sbarco. Il 6 giugno 1944 le spiagge da Sword Beach a Utah Beach sono state teatro della più imponente operazione anfibia della storia. L’insenatura di Arromanches fu identificata come luogo ideale per la costruzione da parte degli alleati di un porto artificiale galleggiante costruito in Inghilterra e trasportato via mare, grandissima opera di ingegneria militare.

Tutta la storia è raccontata e ricostruita nel Musée du Débarquement di Arromanches sur Mere percorrendo l’ottantina di chilometri di questa costa si incontrano i resti dei bunker che furono le difese tedesche e i vari memorial. Juno Beach, LonguessurMer, Omaha Beach e Point du Hoc dove i rangers americani si arrampicarono per 30 metri sulla scogliera.

A Omaha Beach croci bianche a perdita d’occhio ricordano il sacrificio dei caduti americani

Singolare è la storia di John Steele, un paracadutista americano che rimase impigliato sul campanile della Chiesa di SainteMèreÉglise, primo comune francese ad essere liberato dall’occupazione tedesca. Restò appeso tutta la notte e questa fu la sua salvezza. Un ricordo di ciò è a tutt’oggi visibile sul campanile.

La visita di questi luoghi è molto coinvolgente e non ci accorgiamo che è tardi! Un albergo di fortuna ed un pasto in una trattoria per camionisti concluderanno la nostra particolare giornata.

La Falaise di Jobourg ci accoglie con un tempo da lupi: pioggia e vento fortissimi con raffiche violente tanto che nell’ultimo tratto per raggiungere il Nez de Jobourg il destriero di Floriana tenta di disarcionarla più volte. Affidare Mirage al prode cavaliere Giampiero è la soluzione migliore!  La spettacolare vista della punta, col maltempo ha comunque un suo fascino 

Si scende quindi a Sud percorrendo la costa sempre sferzata da un forte vento laterale che rende impegnativa la guida. 

Il Mulino di Moidrey ci preannuncia che siamo prossimi alla meta di milioni di turisti, fra cui ovviamente noi: Mont-Saint-Michel. 

Nel 1988 Giampiero aveva messo le ruote della sua Guzzi sulla sabbia davanti all’Abbazia. Dal 2014 la costruzione di un pontile percorribile solo da navette non permette più di raggiungere con i propri mezzi il sito, impedendo così di sfidare le maree. 

Arriviamo con la bassa marea e Mont-Saint Michel ci si presenta con tutta la sua spiaggia libera. Lo sarà ancora per poco perché abbiamo la fortuna di assistere all’arrivo delle acque che ci regaleranno anche lo spettacolo della vista contornato dall’Oceano. 

Il giorno seguente in tenuta sportiva ci confondiamo nella “marea” dei turisti in scarpe da tennis in visita al fascino e bellezza dell’Abbazia, con un bellissimo cielo soleggiato.

Riprendiamo il nostro assetto da viaggio. "Tenerona" e "Mirage" prima di ripartire reclamano la foto ricordo. Le accontentiamo e puntiamo verso la Bretagna.

#dovevogliamoandare2020

Viaggiatori In Moto: verso Normandia, attraverso i Castelli della Loira