Dei 1500 Km che ci separano dal confine con la nostra destinazione ricorderemo sicuramente la notte passata a Rothenburg ob der Tauber, piccolo borgo medievale su una delle tante colline che la Romantische Strasse attraversa in Germania. Viaggiamo nei tempi del Covid e questo fa rinascere frontiere rimaste dormienti dall’accordo di Shengen; all’ingresso in Danimarca cordiali poliziotti controllano le nostre prenotazioni presso i campeggi assicurandosi che seguiremo un percorso prestabilito. Lasciati alle nostre spalle i vessilli scandinavi eccoci a Mogentoller, microscopico paese attorniato da verdi prati e immancabili “mulini a vento” dei tempi moderni; quelle pale eoliche che ci accompagneranno per tutto il nostro viaggio. L’attrazione principale del luogo è la strada acciottolata in cui due file di case del primo Ottocento portano ancora i nomi delle antiche famiglie proprietarie e i tetti ricoperti di paglia. La bellezza culmina con il castello di Schackenborg, una delle tante resistenze reali dislocate sul territorio nazionale. Nel campeggio un’infinità di bambini dai capelli biondo oro si destreggia con improbabili mezzi a pedali tra piazzole che accolgono enormi camper. A noi basta una tenda e la nostra moto per sentirci a casa ovunque siamo.

Le strade statali, le autostrade gratuite e i lunghi ponti che collegano tra loro le isole principali permettono rapidi spostamenti in questa piccola nazione, così in poche ore ci spostiamo sull’isola di Fin, una delle 78 abitate della Danimarca, che si trova tra la penisola dello Jutland e l’isola di Selandia che ospita la capitale. Una verra terra di mezzo spesso dimenticata da chi viaggia da queste parti ma che offre la possibilità di visitare uno dei castelli medievali meglio conservati di Europa: l’Egeskov Slot che deve il suo nome al fatto che le fondamenta sono costituite da tronchi di quercia messi in verticale. Varcato il cancello principale non si può rimanere indifferenti. Il fossato, il ponte levatoio, i tetti in rame che decorano le cima delle torrette e l’intera struttura a mattoni rossi si riflettono sul lago tre le ninfee in fiore. Circondano il tutto labirinti e giardini all’italiana in cui festanti bambini si perdono per la gioia dei loro genitori. Per gli appassionati, imperdibile il piccolo museo della motocicletta allestito dal facoltoso proprietario; all’interno Harley-Davison del ’29, Moto Guzzi degli anni ’30 e una più moderna Ducati Paso 750 fanno bella mostra di sé.