"Dove vogliamo andare?", parte 2. Dalle colline della verde Umbria, alle cime delle Alpi e la Francia ci apre la porta con i 2744 m del valico del Colle dell’Agnello, dove è d’obbligo la supergettonata foto ricordo in cima al passo.

Inizia la danza delle curve in terra francese, offerta dalla Route des Grandes Alpes. I pinnacoli dell’Izoard regalano scorci suggestivi.

INDIGESTIONE DI CURVE

Di passo in passo, restando sempre in quota, si apre lo scenario della conca di Grenoble. Siamo pronti ad attaccare il parco del Vercors, famoso per le sue numerose gole e grotte, tra le quali le particolari grotte di Chorance. Il susseguirsi di curve tra le rocce delle Gorges de la Bourne è un parco giochi che regala continue emozioni

Non abbiamo il tempo di metabolizzarle, che ci troviamo subito immersi nello spettacolo del paesaggio roccioso ed imponente di Combe Laval, con la sua strada scavata nella roccia. 

L’indigestione di curve e di passi, ed alla fine quelli percorsi saranno più di venti, si conclude a Valence, ai piedi del Colle della Battaglia. 

Fiancheggiando il fiume Rodano, entriamo nel Parco dell’Ardèche. Le strade sono un grande invito a dare gas ma è impossibile resistere agli stop-and-go per scattare foto. Arriveremo mai a Le Puy-en-Velay?

1500 KM alla velocità di un... bradipo 

Percorriamo quindi decisi la strada del Col des Quatre Vios, ma, oltre ai numerosi passi, una sosta è d’obbligo al Col du Gerbier de Jonc dove, a 1417m nasce la Loria. 

Ci si mette anche un cielo plumbeo. Non esitiamo un attimo a cedere al fascino di una bellissima struttura nel verde dei monti, ed ai peccati di gola che promette. 

Non resteremo delusi. All’indomani eccoci a Le-Puy-en Velay di fronte al suo “cucuzzolo” sul quale svetta la Chapelle Saint-Michel de l’Aiguilhe, primo step di questo viaggio. Sei giorni per percorrere 1500km, alla folle velocità di un bradipo!

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