Ci siamo! L’estate avanza e le ondate di caldo torrido sono pronte a tornare protagoniste; insieme al consueto “bestiario” meteorologico che rende sempre bene il concetto di “temperatura infernale”: Lucifero, Caronte, Belzebù e compagnia cantando, si preparano ad alitare fiati roventi tra le strade delle città e nelle pianure. Una vera tortura per noi motociclisti - casco, abbigliamento tecnico, e scarichi che bruciano - la cui unica chance è fuggire via, per trovare refrigerio in quota. Meglio ancora se circondati da scenari da sogno, guidando su strade incantevoli. Di seguito, 10 suggerimenti per voi, in giro per lo Stivale, rigorosamente in ordine sparso.

CAMPO IMPERATORE

Non lo chiamano “Piccolo Tibet” a caso. Sorvegliati dai 2912 metri del Corno Grande, la cima più alta del massiccio del Gran Sasso, la piana di Campo Imperatore è forse uno dei catalizzatori motociclistici più potenti del Centro Italia. Non c’è appassionato, che almeno una volta l'anno, non pianifichi una giornata in quota, salendo da Assergi (magari dopo aver piegato tra le spire del vicino lago di Campotosto), alla conquista di questo luogo dal fascino ancestrale. E una volta sulla piana, dopo la classica deviazione all’albergo per respirare aria frizzante e panorami grandiosi, il rituale si completa (come sempre) sui prati dei caratteristici ristori, tra braci accese e arrosticini fumanti.

IL PASSO ROMBO

A cavallo tra Italia e Austria. A cavallo del mito. Sì, perché salendo verso il Passo Rombo, a qualsiasi andatura, ci si sente come conquistatori di un territorio selvaggio, patria ancestrale di miti e leggende in costante balia degli elementi. La civiltà è lontana, la vegetazione si dirada e in alcuni momenti, quando non passa nessuno, se ci si ferma ad ascoltare si può udire persino il rombo cupo delle vette tutt’attorno. Un universo parallelo di colori e atmosfere sublimi, che una volta attraversato, non si dimentica più. Esattamente come indimenticabili sono le curve sui due versanti (il consiglio è di percorrerlo dall’Austria all’Italia. La strada è a pagamento ma ne vale la pena).

IL PASSO DELLO STELVIO

Troppo banale, direte voi. Ma come si fa ad escludere lo Stelvio da una classifica del genere? Ci sono cose che appartengono insindacabilmente al patrimonio motociclistico condiviso, e il nostro Stelvio ne è una parte fondamentale; senza contare poi che una volta in cima al Passo - 2.757 metri sul livello del mare - il caldo torrido di quest'estate rovente sarà solo un lontano ricordo. E appena qualche piega più in là, ad aspettarvi troverete il Gavia - 2.652 metri - per un ulteriore carico di emozioni e tanto divertimento di guida.