Tra strade curvose, castelli arroccati, panorami, cielo e mare, un percorso affascinante che, dalla frastagliata costa di Capo Spartivento, dopo un’incursione sull’isola di Sant’Antioco, si inoltra tra le antiche rocce del parco del sulcis: lo scenario ideale per dare sfogo alla propria voglia di divertirsi in moto.

Da Pula a Sant’Antioco: 100 km circa

Punto di partenza è la cittadina di Pula, che si raggiunge facilmente da Cagliari con un veloce trasferimento lungo la SS195. Questa località, oltre che per belle spiagge, è nota soprattutto per i resti archeologici dell’antica città nuragica di Nora, che vanta 1600 anni di storia (dall’ VIII secolo a.c. all’ VIII secolo d.c.). Addirittura, secondo alcune iscrizioni su pietra di epoca fenicia rinvenute nella zona, Nora può essere considerata, a tutti gli effetti, la prima città della Sardegna. La torre del Coltellazzo, struttura fortificata del XVI secolo che domina i resti archeologici dall’alto di un piccolo promontorio, dona ulteriore fascino alla visita del sito.

Si torna in sella e si puntano le ruote, senza esitazione, in direzione Chia e Setti Ballas. Da qui il percorso entra subito nel vivo. Le prime curve servono a far scaldare gli pneumatici prima di affrontare il toboga infernale di pieghe e contropieghe che caratterizzano questo tratto, un tormentato nastro d’asfalto aggrappato alle rocce che sovrastano Capo Spartivento, in direzione Teulada. Oltre a guidare, qui il consiglio è di ritagliarsi anche il tempo per una sosta contemplativa: Il faro di Capo Spartivento, che sfida le mareggiate sin dal 1800, è tra i fari più antichi ancora in funzione di tutta la Sardegna. Gli amanti della fotografia avranno sicuramente di che sbizzarrirsi.

Si procede guidando con tra incredibili vedute sul mare e curve che si perdono nel blu, circondati da una rigogliosa macchia mediterranea fino a giungere nei pressi di Teulada, dove lo scenario cambia. Si punta verso l’entroterra in direzione Sant’Anna Arresi e poi di lì, di nuovo verso la costa per raggiungere la bella località di Porto Pino con le dune di sabbia a ridosso della spiaggia. Pochi chilometri ancora, e dopo aver attraversato la laguna creata dalle acque salmastre dello stagno di Santa Caterina, si raggiunge l’isola di Sant’Antioco.

Da Sant’Antioco a VILLAMASSARGIA: 120 km circa

L’isola di Sant’antioco colpisce subito per i colori delle case a ridosso del mare, che sembrano uscite direttamente da un quadro impressionista. L’isola, abitata sin dall’antichità, conserva numerose testimonianze di epoca fenicia e romana, come ad esempio le tombe a camera ipogea di origine punica, alcune delle quali curiosamente usate come abitazione, fino a pochi anni fa, dagli abitanti del luogo. Ma Sant’antioco è anche un meraviglioso concentrato di mare cristallino, atmosfera e tradizioni. Il consiglio è quello di prendersi un po’ di tempo e andare alla scoperta di questo piccolo microcosmo sardo, percorrendo la strada che la circumnaviga. Interessanti le visite alla Basilica di S.Antioco Martire del V secolo (nelle catacombe è custodito il sarcofago di Sant'Antioco) e al curioso Museo del Bisso, un materiale tessile usato per confezionare gli abiti degli alti prelati, prodotto dalla nacchera, una bivalva oggi specie protetta presente nel Mediterraneo.

Ma è tempo di tornare in moto e proseguire l’itinerario. Si riparte sulla SS126 in direzione Carbonia, la si oltrepassa e si procede spediti fino all’intersezione con la SP2 che si imbocca seguendo le indicazioni per Villamassargia. Nei pressi di questa località, si può optare per una deviazione seguendo le indicazioni per il castello di Gioiosa Guardia. La salita a piedi per raggiungere i ruderi è un po’ faticosa, ma si viene ricompensati da un panorama eccezionale sul territorio circostante.

DA VILLAMASSARGIA A PULA: 100 km circa

Tornati sul percorso principale, si prosegue sulla SP2 fino al bivio con la SS293 dove si svolta in direzione Santadi, sorvegliati dal castello diroccato di Acquafredda, aggrappato in cima ad uno sperone roccioso. La strada si raggomitola nuovamente, disegnando curve che regalano continui sorrisi sotto al casco. Si lambiscono le acque del lago di Bau Pressiu e si prosegue fino a raggiungere Santadi, con l’interessante museo etnografico. Poi da qui, lungo la SP70 in direzione Teulada. Lungo il percorso, sulla sinistra, si trovano le indicazioni per le suggestive grotte di Is Zuddas, le cui “camere” caratterizzate da imponenti stalattiti e stalagmiti, regalano uno splendido scenario sotterraneo creato dall’incessante azione dell’acqua.
La strada prosegue con un tracciato vivace, che alterna tratti più guidati a lunghi rettilinei, fino a raggiungere Teulada, da dove inizia la magia della tormentata SS195 Sulcitana, in direzione Domus De Maria, una sorta di pista Playmobil tra le montagne, che rischia di alzare pericolosamente il tasso di adrenalina. A conclusione di tanto divertimento, pochi chilometri defatiganti e si raggiunge nuovamente Pula, punto di arrivo e partenza di questo indimenticabile itinerario.

DA NON PERDERE LUNGO IL PERCORSO

# Le belle dune nei pressi di Chia e le sue spiagge dall’acqua cristallina.

# Una passeggiata a Capo Spartivento col caratteristico faro. L’intera costa, tra Chia e Teulada, è disseminata di torri spagnole a picco sul mare. 

# L’antica città nuragica di Nora, nei pressi di Pula, che vanta 1600 anni di storia, dall’ VIII secolo a.c. all’ VIII secolo d.c. Nora viene  la città più antica della Sardegna. 

# Sull’isola di Sant’antioco, oltre alle spiagge da sogno, le numerose testimonianze del passato, come le tombe a camera ipogea di origine punica, alcune delle quali usate come abitazione fino a pochi anni fa. Interessanti le visite alla Basilica di S.Antioco Martire del V secolo (nelle catacombe è custodito il sarcofago di Sant'Antioco) e al curioso Museo del Bisso.

# Nei pressi di  Villamassargia, si può optare per una deviazione seguendo le indicazioni per il castello di Gioiosa Guardia. La salita a piedi per raggiungere i ruderi è un po’ faticosa, ma si viene ricompensati da un panorama eccezionale sul territorio circostante. 

# A Santadi, il museo etnografico “Sa Domu Antiga”, dove scoprire la ricca tradizione culturale del territorio.

# Le grotte di Is Zuddas rapiscono il visitatore con imponenti stalattiti e stalagmiti, che creano autentiche cattedrali sotterranee.

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